…shopping, libreria, Cina, parco di Porta Venezia…sono tornata e con me tutta la mia grinta…per ora accontentavi di alcune citazioni carine che mi hanno fatto compagnia negli ultimi mesi:

‘(…)primo che l’umorismo è la tecnica attraverso la quale il perdente mantiene il rispetto per se stesso; secondo, che il rispetto di se stessi è la condizione per non essere rinunciatari, per trovare il coraggio di continuare a lottare. Nel Bronx è la mancanza di umorismo la modalità della rinuncia, mentre l’umorismo è la modalità necessaria, anche se non sufficiente, del cambiamento.’ Marianella Sclavi, ‘La signora va nel Bronx’.

Denny: ‘You look beaten!’
Alain: ‘I just caught Tara LAUGHING with an other man…’
Denny: ‘Are you sure they weren’t JUST kissing or something…?!’
Alain: ‘No, they were laughing.’
Boston legal, season 1

‘- Ma ci sono anche i momenti belli, – aggiungeva Tom per non lasciargli l’ultima parola. – Momenti incancellabili di grazia…minute esalazioni, miracoli inattesi. Quando attraversi Times Square alle tre e mezza del mattino e tutto il traffico è sparito, d’un tratto sei solo al centro del mondo, con il neon che ti si rovescia addosso da ogni angolo di cielo. O spingi il tachimetro oltre i 110 sulla Belt Parkway poco prima dell’alba e senti il profumo dell’oceano inondarti dal finestrino aperto. O sei sul ponte di Brooklyn nel preciso istante in cui la luna piena sale dentro l’arcata, ed è tutto quello che vedi, la rotondità gialla e brillante della luna, così grande da farti paura, e dimentichi di vivere quaggiù sulla terra, e pensi di volare, che il taxi abbia le ali e stia davvero volando nello spazio. Nessun libro ti può ricreare queste sensazioni. Harry…ti sto parlando di trascendenza reale. Di lasciarti alle spalle il tuo corpo per entrare nella pienezza, nella densità del mondo.’ Paul Auster, ‘Follie di Brooklyn’

‘Segui la corrente. Tieni alta la guardia. Non lasciarti infinocchiare. Vota democratico a tutte le elezioni. Pedala nel parco. Sogna il mio corpo perfetto e dorato. Prendi le tue vitamine. Bevi otto bicchieri d’acqua al giorno. Fai il tifo per i Mets. Guarda un sacco di film. Non lavorare troppo. Vieni con me a fare un viaggio a Parigi. Accompagnami all’ospedale quando Rachel avrà il bambino, e prendi in braccio mio nipote. Lavati i denti dopo ogni pasto. Non attraversare con il rosso. Difendi i piccoli. Non farti mettere la testa sotto i piedi. Ricordati quanto sei bella. Ricorda quanto ti amo. Bevi uno scotch con ghiaccio tutti i giorni. Respira a fondo. Tieni gli occhi aperti. Stai lontana dai cibi troppo grassi. Dormi il sonno dei giusti. Ricorda quanto ti amo.’ Paul Auster, ‘Follie di Brooklyn’

‘La nostra generazione ha pensato di passare ai figli anche questo testimone, come quello dei cantanti e delle canzoni. Così i bambini dei baby boomers sono stati opportunamente portati a settimane bianche fin da piccoli, messi in classi apposite che scendevano dalla montagna in perfette file indiane, dotati di sci sempre più performanti. Hanno sciato con i loro genitori, si sono abituati all’idea dello sci come uno sport sempre a disposizione. Mentre i loro genitori rivivevano l’entusiasmo della propria scoperta, sorprendendosi per la facilità di apprendimento dei rampolli, quei bambini che. Diventati adolescenti, hanno cominciato a scartare di lato: hanno scelto di usare lo snowboard, per esempio, o hanno proprio messo da parte quello sport che sapevano praticare benissimo, ma che non costituiva nessun tipo di riguardo, di novità perenne, o di sfida. Così, case in montagna comprate pensando di realizzare un vecchio sogno di ragazzi si sono progressivamente svuotate, e lo sci è meno praticato di prima, almeno dai giovani. Perché l’entusiasmo non si può trasmettere, e i sogni propri non devono diventare sogni degli altri. Questo fatto così semplice, noi facciamo fatica a impararlo, perché noi siamo giovani, perbacco, e ci sembra impossibile che i giovani siano diversi da noi.’ Fausto Colombo, ‘Boom’.

E con un po’ di buona nostalgia per i tempi del liceo e a buona letteratura:
‘Ecco, quei versi venivano da lontano, ma la scuola si era occupata di stiparli un po’ meccanicamente nel cervello. Professori diversi, in edifici diversi si erano presi la briga di farci imparare a memoria Leopardi. Li avevamo anche un po’ maledetti, diciamolo. Perché allora non avevamo capito, non potevamo capire. Ma in quella sera di molti anni dopo, oh sì, in quella sera abbiamo finalmente compreso che la poesia parla di noi e dei nostri sentimenti, e che le parole ci servono, quando le nostre non bastano a raccontare le emozioni che proviamo.[…] i nostri scombinati tentativi di adeguarci al rigore della letteratura o della filosofia davano spesso frutti avvelenati. Andrea mi ricorda di alcune sue vertiginose traduzioni dal latino e dal greco, in cui da piccoli iniziali errori di interpretazione di singole parole(i vocabolari aiutavano sino a un certo punto, perché contenevano troppi significati, troppe frasi, troppe suggestioni) nascevano avventure immaginarie con personaggi fantastici. Queste storie apocrife erano poco apprezzate dai professori, e invece di grande successo presso i compagni, che stavano ad ascoltare rapiti…’ Fausto Colombo, ‘Boom’

‘’Si, ma i miei problemi sono pratici, non di testa.’’
‘’Ma è con la testa che li risolvi, a volte. Non voglio insistere però sappi che leggere mette in moto tutto dentro di te: fantasia, emozioni, sentimenti. E’ un’apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste. Ci fa riscoprire l’anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare una forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere.’[…]
‘Te lo regalo(Sulla strada, Jack Kerouac, n.d.s.). E ti regalo anche una matita, così sottolinei ciò che ti piace.’ Fabio Volo, ‘Il tempo che vorrei’

‘Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza e lentamente tutto si chiude, si indurisce, si atrofizza come un muscolo.’ Albert Camus

‘…and because Big still didn’t have the words, he retyped a love letter from Bethoven, and Lord Byron, and John Keats, and Voltaire…’ and Sclavi, and Colombo, and Volo, and Auster…I promise…I’ll find my words again…

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