Vediamo se tra un elaborato universitario e l’altro riesco a scrivere due righe su questo particolare giorno, di questa ricca settimana.

Eh si, è propio una settimana ricca, con tutti i connotati positivi del termine, e particolarmente lo è stata stamattina. Mi sono svegliata al suono della sveglia della mia coinquilina, credo fossero le 8. Rapida colazione, qualche chiacchiera, radio Deejay, controllo della posta e di Facebook e via…full imersion sulla tesi, in particolare sui social network. Mi ‘voglio molto bene’ quando trovo tra i miei vecchi appunti le slides del seminario che ha tenuto Simone Carlo durante il corso di ‘Linguaggi e strumenti della comunicazione’: che bello essere ordinati!

Non appena inizio a scrivere ricevo una telefonata: la consueta telefonata della mattina: Pilussi, ovvero il mio papà.

Mi comunica che ha appena ritirato una busta in posta. Nonostante io sappia che lo vedrò domani, gli chiedo la mole del contenuto e quando mi dice che è solo un foglio A4 gli chiedo di leggermela. La lettera è in inglese…ma a me è stata letta con un inglese maccheronico, ma di decisamente ottimo livello per chi l’inglese non lo ha mai studiato 😛

‘Dear Federica,

congratulations! You have been accepted into the International program at University of California, Riverside.

Poche parole, molto entusiasmo, emozione, paura, ansia: sono stata innondata da emozioni, una migliore dell’altra. Inoltre il fatto che veicolo di questa informazione fosse proprio uno dei due artefici di ‘quello che sono stata, quello che sono e quello che sarò’ mi ha fatto venire un nodo in gola. Immagini di momenti difficili mi sono balzate subito in mente. Che emozione. Che momento. E intanto mio papà che mi richiamava alla memoria i numerosi momenti passati insieme a guardare film americani in cui viene spesso esaltato il momento della lettera dell’università.

Poi papà mi dice: ‘ ti ricordi in riva al mare di Roccalumera quando eravamo disperati perchè volevi lasciare architettura e non sapevi cosa fare della tua vita?’ io rispondo:’e tu mi hai risposto che sarebbe andato tutto bene, come fai sempre, intendevi tutto questo?’ Grazie per chi più di tutti mi ha sempre dato una smisurata fiducia e grazie a chi ha imparato a darmela negli anni!

Che questo bel momento, che queste emozioni mi siano di buon auspicio e che lo siano per tutti voi, per tutti coloro che portano dentro con se stessi un sogno.

Tiriamo fuori i sogni dai cassetti, non è mai troppo tardi per niente!

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