Erano passate pochissime ore da quando avevo rimesso piede a casa dopo le mie tradizionali vacanze in Sicilia. Un mese grandioso. Ospiti di gente unica: i siciliani.

Avevo già moltissime commissioni da sbrigare e come sempre cercare di sfruttare il tempo al meglio per portarmi subito avanti e potermi dedicare alle cose piacevoli. Distesa su un lettino dall’altra parte del Friuli meditavo. Ho voluto ascoltare me stessa per capire cosa volevo fare per rilassarmi, per godermi al meglio questi due giorni di solitudine. Così ho scelto quale sarebbe stata la prima cosa che avrei fatto non appena tornata a casa.

Sono scesa di corsa al pianterreno, con l’entusiasmo di un bambino il giorno di Natale. Erano passati pochi mesi dall’ultima volta in cui lo avevo fatto, troppo tempo per i miei gusti.

Dopo essermi cambiata ho caricato la borsa in macchina e sono andata in pista. Nella MIA pista, quella rossa, come quella vecchia ma senza quell’orribile crepa fastidiosa che rendeva impacciato anche il più grazioso degli atleti. Ma non c’erano nemmeno loro, le MIE maestre, ne tantomeno le mie compagne…ma rimaneva un briciolo di magia.

La magia di lanciare il borsone a terra, aprire la zip e poter respirare l’odore del cuoio usato. Il piacere di sporcarsi le mani con la polvere e l’olio delle ruote. Lo sfregare dei lacci quando lentamente si incrociano sui gancetti attorno alla caviglia. Ecco, lo sapevo….sapevo che mi sarei dimenticata di indossare un copripattino, come sempre. Sbuffo. E via il pattino e su il copripattino, metto l’ipod e parto. Si, la musica c’è….ma manca ancora qualcosa.

Spengo l’Ipod e capisco….basta una spinta….è il rumore delle ruote, l’odore del vento, il sapore della fatica e l’emozione di ricordi intensi che non se ne andranno mai.

Grazie PATTINAGGIO ARTISTICO e grazie a tutti coloro che hanno reso questa esperienza un sogno da portare sempre nel cuore.

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