Una scopa che striscia sul marciapiede esterno, il fruscio delle foglie, il lontano rombo di qualche moto in ritorno da tour domenicali, turisti che passeggiano, parlottano sottovoce e quando passano salutano, pirofile che sbattono nella cucina del vicino di casa e abitanti che elencano tutte le cose che hanno da fare dopo il ritorno dalle vacanze.

E’ questo il regalo che il mi fa il mio paesino in questa ultima domenica italiana…per un po’ di tempo. Tra una settimana sarò di là, si proprio di là, dall’altra parte del mondo. ‘Just a couple hours away’…14 per l’esattezza, un macigno solo a dirlo. Quando racconto alla gente che andrò a vivere in California tutti sorridono estasiati e pronunciano con aria sognante’ ‘C-A-L-I-F-O-R-N-I-A’. Poi mi chiedono quando parto e qui si dividono in diversi sottogruppi: c’è chi è sorpreso per il mio coraggio di viaggiare l’11 settembre, chi si meraviglia poiché manca pochissimo tempo, chi CERCA di reagire come se comunque fosse tutto normale, tanto ormai viaggiano/partono tutti…e poi. Poi la gente mi chiede quanto dura il viaggio e li si ritrovano puntualmente d’accordo. ‘14 oreeee???????’ e io puntualmente inizio a fare l’elenco delle cose bellissime che si possono fare in 14 ore: leggere, scrivere, pensare, guardare bei film, ascoltare musica, o niente…d’altronde telefoni e internet sono totalmente sospesi. Quasi mi dispiace  ci siano altre persone, insomma, 14 ore all’anno si può anche stare soli no?!? Beh, però ci saranno persone nuove, che condividono la mia destinazione…magari interessanti, magari divertenti, magari insopportabili(non so per quale motivo ma il mio sesto senso mi dice che il mio caso sarà quest ultimo).

Qui vicino a me, oltre alle zanzare che mi stanno divorando le caviglie, ci sono quei due vecchietti che la bellezza di 25 anni fa mi hanno generata. La mamma innaffia le piante fiera per aver prodotto il miglior limoncino della storia(proprio negli unici 15 giorni di ramadam dell’ultimo anno), il papà credo sia spaparanzato sul divano o sommerso da libri-carte e io sembro la nerd della situazione con un abbigliamento improponibile per qualunque situazione, seduta sulla panchina con il mio piccolo(il Mac), 2 libri a destra e una cup of tea a sinistra. Mi mancano un paio di occhiali sul genere intellettualoide: Rayban wayfarer rulez.

Una delle mie vicine sta portando a spasso i cani, anche se lei lo ha definito ‘correre’. Credo abbia più o meno 35 anni, ovviamente ne dimostra 10 meno di me, pesa almeno 20 kg meno di me e l’ultima volta che ha mangiato un pezzo di pane non c’era ancora Berlusconi al governo(più o meno 768.000 anni fa). Ma la cosa più bizzarra credo sia l’agonia e la sofferenza con cui ha descritto la sua maggiore preoccupazione degli ultimi mesi: dover passare assieme ai suoi due cani(non me ne intendo ma erano più piccoli dell’innaffiatoio di mia mamma) di fronte ad una casa, adeguatamente recintata, in cui vi è un altro cane. Io e la mia ‘aria da Nerd’ ci siamo soffermate ad osservarla alcuni secondi e abbiamo auspicato di poter un giorno anche noi avere problemi simili.

‘Ti piacciono le mie palline?’ mi ha chiesto una losca individua sulla sessantina che si aggira per i dintorni vestita da Eva Kant versione estiva(senza maniche e con pinocchietti) con in mano un innaffiatoio. Le palline non sono altro che i bossi all’inglese che letteralmente riempiono ogni centimetro quadrato del mio giardino, giusto qui di fronte a me ce ne sono 12. Il giardino è piccolo, credetemi sula parola, se foste qui con me stareste ridendo, soprattutto guardando il più piccolo, l’ultimo nascituro del clan. L’individua losca(mia mamma) continua a parlarmi, un ape ronza, il te mi aspetta, le ultime 48 ore a casa anche…e a dire il vero anche una valigia ancora vuota al piano di sopra. Santi numi!!!

PS: un salutone agli amici friulani  che mi hanno salutata in questi giorni e in particolare grazie a quella fantastica amica ritrovata dopo tanto tempo che non ho intenzione di mollare in nessun modo… come Becky e Suze.

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