Crossing other cultures…

Oggi ho pensato che potrei parlarvi un pò dei miei compagni di corso.

In classe siamo in 26: 1 indiano, 1 Birmana, 1 Taiwan(ese), 1 giapponese, 3 tedeschi, 4 francesi, alcuni brasiliani e svariati cinesi…come dappertutto oramai! Abbiamo un docente al giorno, spesso americano, ma fin’ora ci sono stati anche 1 irlandese e 1 russa.

Il metodo di apprendimento e la partecipazione in classe variano da continente a continente, anche se, da buona italiana, sento la necessità di distinguermi…quantomeno dai francesi 😛

I tedeschi, come secondo i migliori stereotipi, sono molto tecnici, critici e precisi e sono anche coloro con cui mi trovo meglio dal punto di vista scolastico. I brasiliani sono i più ‘casinari’ e cinesi…i più timidi. Ci guardano con stima, magari sono mille volte noi, ma aprono bocca solo se caldamente invitati a farlo.

Lavoriamo spesso in gruppo ed è incredibile vedere come siamo influenzati dalle nostre culture di apparteneza nei processi di decision making….noi europei siamo ‘mean’ e capitalisti inside, mentre loro, spesso si ritrovano a propinare soluzioni che a noi potrebbero sembrare solo ottime risposte alle domande di ‘Miss Italia’:

‘la pace nel mondo?’

EU/BRAZIL: ‘no way’ oppure….’beh, se pagassimo tutti e licenziassimo le mele marce….ma no, surreale’.

CINA: ‘basterebbe sederci e parlarne, troveremmo una soluzione, senza offendere nessuno’…assurdo!

Ma tra tutte la cosa che mi ha colpito di più è che in GERMANIA  e in FRANCIA donne e uomini che svolgono lo stesso mestiere vengono retribuiti diversamente: le donne vengono pagate meno….nel 2010, in Europa. Non vi sembra assurdo???

Parliamone.

4 pensieri riguardo “Crossing other cultures…

    1. Davvero??? No, non ci posso credere….anzi, ti dirò di più, ero convinta che qualcuno mi avrebbe scritto ‘dì ai tuoi colleghi che si informino meglio perchè non è più così’.
      Ma la motivazione? E soprattutto per quanto ancora resterà così?

  1. È cosi ovunque purtroppo ..
    Il motivo ? Perchè suppongono che le donne prima o poi si dedicheranno più alla famiglia che al lavoro e quindi non vale la pena investire in loro quanto negli uomini.
    Stesso motivo per cui in tante aziende di base preferiscono uomini: suppongono che le donne prima o poi rimangono incinte e stanno a casa almeno per mezz’anno.
    In teoria, con la legge di uguaglianza (almeno, in Belgio c’è, non so in Italia ma credo di si) non sarebbe possibile, e si potrebbe fare causa a quelli che non la rispettano. Ma in pratica .. se non ti assumono perchè sei donna, non ti diranno mai il motivo vero .. e una volta assunta, basta una descrizione di lavoro leggermente diversa per pagarti meno che l’uomo accanto che fa la stessa cosa. In più, negli anni non ti faranno crescere quanto lui.
    È bruttissimo questo ‘soffitto di vetro’, perchè costringe le donne di scegliere tra carriera e famiglia. A una mia amica che ha la nostra età, hanno appena offerto un contratto di un anno, ma solo a condizione che in quest’anno non rimane incinta ..

  2. Si, ma quello che sembra emergere dal commento di Arianna e di alcuni miei compagni è che è il compenso sia diverso anche con descrizione del lavoro identica…e questo è ancora più assurdo e stento davvero a credere sia così!
    Per quanto riguarda il resto….temo solo il tempo possa rimarginare ‘la ferita’ della disparità…

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