Sono qui, seduta sul mio letto Californiano, in quel di Riverside. Sono solo le 8.40 am, ma io sono sveglia da mezzanotte, immagino a causa del jet lag. Stamattina sono andata a camminare ed era tutto bellissimo anche se non c’èra il sole e ci sono SOLO 16 gradi. Quando ho raggiunto la vetta della mia collina e mi sono accomodata sul my place di Riverside, non mi sembrava vero. Alcune ore fa ero a Milano attorniata da una ventina di amici e ora sono qui, dall’altra parte del mondo, ‘di là dall’aghe’.

Non saprei spiegarvi come, ma la prima cosa che ho notato è che tutte le mie paure sono andate. Di nuovo, come quando sono partita da qui che avevo paura che tornando avrei rimesso in ballo il mio equilibrio faticosamente conquistato.Magari è ancora presto per dirlo, ma io credo continuerò a stare bene…fa tutto parte di un processo che mi porta ad accettare i miei sentimenti man mano che bussano alla porta, senza respingerli mai…e così riesco a consumarli, ad attraversarli senza poi dover trascinare inutili pensieri nocivi.

Così forse quei dieci minuti di meditazione giusto prima che l’aereo appoggiasse i carrelli sul suolo americano devono proprio essere serviti, chissà cosa avrà pensato la gente di me…seduta, a gambe incrociate, con il volto sorridente e litri di lacrime che mi rigavano il viso. Se avessero potuto sentire il mio battito cardiaco si sarebbero preoccupati, era davvero accentuato…comunque, è colpa vostra, si di voi amici che mi state leggendo ora, si, voi che mi avete travolta nel nostro mondo rendendo quest ultimo mese uno dei più belli e significativi della mia vita. Mi sento ricaricata di amore, amore vero, quello degli affetti cari. Ora non può (s)travolgermi nessuno.

Così, prima di un bel po’ di scomode ore di sonno ed una breve sosta ad Amsterdam, ero sulla macchinetta di un’amica che non smette mai di sorprendermi, anche se il tempo di vita trascorso insieme è ancora poco…come direi io….se ci fosse un iTunes delle amicizie alla voce ‘ore passate insieme’ lei sarebbe tra le ultime, ma alla voce ‘amicizia/sentimento’ sarebbe in tutt’altra posizione. Mi ha risparmiato un odioso viaggio in taxi, ma soprattutto è entrata a far parte del ‘Club dei flashforward’,  un rito ormai diffuso tra me e altre due carissime amiche in cui cerchiamo di prevedere cosa succederà nei prossimi giorni, mesi e poi verifichiamo…facendoci un paio di risate!!!

Ma prima di finire lì ero all’Ora feliz e ancor prima alla Pizzeria Premiata, ormai base di tutti i miei very events: la laurea, la prima partenza per la Cal, i pre-serata della domenica…Ciccio, il proprietario, un caro amico, ci tratta sempre con i guanti…ed il suo ristorante-pizzeria è apprezzato in tutta Milano per l’accurata cura dei dettagli. Lì, nella nostra stanzetta privata in fondo a sinistra, io ero circondata da amici…e che amici ragazzi!!! I ‘preferiti’ del mio iTunes con qualche grave assenza ‘fisica’, ma non spirituale! Questi pazzi mi hanno fatto passare una serata indimenticabile, tant’è che non c’è stato verso di trattenere le lacrime tra un saluto e l’altro…lacrime che rigavano il volto sorridente di chì è triste, ma felice, molto felice.

Potrei dilungarmi su come ho passato le ultime ore a Milano, tra la disperata ricerca di un wi-fi(tanto per cambiare), piacevolissimi saluti e chiacchiere con una mia ex docente universitaria che mi ha riacceso qualche sogno, i ritratti dei visitatori dell’estemporanea di Marina Abramovic al Moma a NY e  la mostra fotografica di Mick Jagger allo spazio Forma, un quasi shopping, uno splendido pranzo alla California bakery con i miei due tesori, l’acquisto del libro ‘Viva tutto’  di Jovanotti e Bolelli(di cui vi parlerò a breve), un po’ di nervosismo, un po’ di paura, tanta pioggerellina…e tantissimo calore umano.

Stanotte nell’insonnia ho fatto un video, forse lo pubblicherò anche qui, il video si chiama:

‘GRAZIE. OSPITE DI GENTE UNICA.’

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