Rispondo alla lettera di una nuova piacevole conoscenza.

‘Non che avessi bisogno di essere appena uscita dalla mia lezione di Yoga per ricordarmelo, ma ora sono ancora più ispirata per rispondere alla tua domanda/provocazione in merito. Si, lo yoga è una gran moda, forse più qui che là….il che significa che nel giro di un paio d’anni sarà così anche in Italia.

Ci sono molte cose che dovrei dire rispetto a questa millenaria disciplina, ma partirò con un discorso più generale cercando di arrivare ai miei motivi e motivazioni personali…il tutto crecando di non tenerti davanti al pc per i prossimi 3 giorni 😛

Yoga è un nome molto di moda che attira molte persone per i più svariati motivi. Il fatto che sia sulla bocca di molte star di Hollywood, personaggi di moda, starlet eccettera ne ha sicuramente contribuito la diffusione….qui addirittura sembrerebbe una moda già superata. Non ti nego che chi non pensa che io sia matta a farlo, pensa che io sia out. Glielo si legge in faccia. Questo ha fatto si che miliardi di persone si avvicinassero a questa attività, ma, come tutte le cose che richiedono passione, dedizione, amore e comprensione e che non danno risultati visibili immediati e tangibili, stufa. Stufa chi non ne coglie l’essenza e il senso. Stufa chi non ne ha bisogno o chi pensa di non averne. Stufa chi si trascina in un’aula solo per occupare il proprio tempo per consumare le giornate. Stufa chi è inquieto e non riesce a gioire della solitudine e del silenzio, chi non riesce a star fermo. Alla pratica dello yoga si unisce in parallelo quella della meditazione, nome che spaventa molti e disciplina complessa da spiegare, da comprendere ma soprattutto da praticare. Solo quando le due discipline avanzano di pari passo nel tuo corpo, nella tua mente e nella tua anima…allora verrai pervaso da un senso di benessere insolito e inspiegabile che si diffonde in te come, ahimè, si diffonde la depressione,….così senza motivo ed inspiegabilmente. Quando avrai imparato a trascinare con te queste sensazioni di pace, tranquillità e gratitudine avrai un bagaglio nuovo da portare con te nel mondo, un bagaglio stracarico ma leggerissimo…un paio di occhiali da indossare 24/7 che ti permetteranno di vedere tutto, ma proprio tutto, sotto una luce diversa…e ciò che più ti gratificherà sarà il fatto che quella luce, quella chiave, quelle sensazioni te le sei create da sola…a tua immagine e somiglianza. L’altra figata di questi occhiali è, che non solo li indossi tu, ma li indosseranno le persone che sono con te, che vedranno improvvisamente te illuminata da una luce diversa e cominceranno a godere della tua compagnia anche quando non fai o dici nulla di particolare.

Tutto questo per me è più meditazione che yoga, lo yoga è l’espressione corporea del pensiero che, vista la sua forma sportiva ‘tranquilla’ concilia mente e corpo in maniera formidabile combinando il benessere che puoi trarre dal semplice streching e da particolari sequenze di movimento a pensieri positivi e solari che ti attraversano durante la pratica. Ciò che scrivo potrà essere condiviso o meno da te o da chi pratichi o abbia praticato yoga nella sua vita. Per ora non ho letto molto in merito, quindi posso garantire che tutto ciò che scrivo sono impressioni personali, che possono variare da persona a persona, ma posso anche dirti che…da quando ho aperto gli occhi a questo nuovo mondo, come succede nelle pratiche psicologiche utilizzate in marketing e pubblicità, tu ne sai sicuramente più di me in merito,  percepisco la presenza della disciplina ovunque.

Le persone ‘diversamente diverse’, come le chiamo io, sono tantissime…i libri che ne parlano, gli scrittoie, i cantanti, i religiosi e le religioni sono miliardi. Ognuno usa terminologie e ‘credi’ diversi, ma il succo della serenità e dell’equilibrio sta lì per tutti.

Ho notato, nelle persone con cui ho avuto modo di parlare di questa disciplina in quest ultimo mese, che c’è un notevole ostacolo nel passare dal dove si è al gradino più alto…ne ho parlato già in un mio vecchio post. La gente crede di star già bene così e quindi non vede perché dovrebbe muoversi. Va benissimo, è vero, sono d’accordo…ma perché non provare. Vale per me lo stesso per il cibo. Io ho cambiato molte cose nella mia alimentazione degli ultimi anni, forse anche con troppa irrequietezza, ma perché continuare a mangiare tutto indistintamente solo perché non mi da fastidio se so che mangiando in altro modo posso rendere molto più che quanto io faccia usualmente?

Perché fermarmi alla prima vetta  quando mi dicono ce ne sia una migliore, solo perché io non la vedo e mi sembra che già da dove mi trovo il panorama sia splendido, se non addirittura il migliore?

Quando siamo piccoli e giochiamo sulla sabbia lungo la riviera adriatica crediamo che sia il posto migliore al mondo e che vorremmo poter tornare lì esattamente lì ogni estate, ma poi qualcuno ci trascina in Sicilia e poi lì, sulla Riviera, anche se ho bei ricordi e vedo molta gente felice, io non riesco a tornare. No, non risco a tronare indietro, perché ormai ho salito il gradino. Però, e questo rende tutto ancor più bello, se voglio POSSO tornare indietro…e comunque vedrò tutto con occhi diversi…e magari, nel suo piccolo, sarà tutto ancor più poetico. Tolleranza e amore per il nuovo, il diverso…

Mi sto dilungando troppo, sapevo sarebbe successo, e non ti ho ancora parlato delle mie motivazioni personali. Perché ne ho avute molte. Ho sofferto come un cane per quasi un anno. Si parlava di distimia, immagino tu sappia di che parlo, ma a me tuttora sembra un termine esagerato.

Ho passato interminabili giorni seduta sul divano a guardare inutili telefilm mangiando quintali di cibo. Ho buttato via gran parte del mio tempo cullandomi tra eccessivi sensi di colpa. Ho pianto lacrime di paura senza sapere da dove venissero fuori. Ho visto un futuro nero, anzi non ho più visto un futuro per molto tempo. E tutto questo io, sì, la matta iper attiva felice di fare qualunque cosa in ogni dove, in ogni quando. Qualcuno mi ha però lasciato uno strascico di forze che mi hanno aiutata a tenere stretti i miei sogni, a inseguirli a denti stretti, con la paura che mi crollasse tutto addosso da un momento all’altro. Ho così vinto la borsa di studio per il mio sogno americano e conseguito la tanto, tanto, tanto attesa laurea. Ho circondato la mia esistenza di eccezionali persone che c’erano quando ero una ‘piaga’, figurati ora che sono  serena e in pace. Ho toccato il fondo a inizio ottobre, quando dall’altra parte del mondo, sola e impaurita, mi sentivo ZERO.

Da lì le mie dita hanno iniziato a scavare tra la sabbia e le rocce del fondale marino su cui mi ero incagliata. Hanno cominciato a battere nella scatola entro la quale mi ero rinchiusa con le mie stesse mani, così come Uma Thurman fa in Kill Bill 2 per uscire dalla bara, ho cominciato a nuotare a occhi aperti…e anche se non potevo ancora respirare a pieni polmoni intravedevo la luce…e già mi sembrava di essere arrivata. Ma non per questo ho smesso di nuotare, anche se avrei potuto, perché stavo già meglio. Ma se mi fossi fermata avrei rischiato che la corrente mi facesse nuovamente regredire, mettendomi di nuovo a rischio. La felicità, la serenità, l’equilibrio, quando si trovano, bisogna tenerseli ben stretti continuando a lottare per mantenerli. E’ questo che fa la differenza e ti rende un peacefull warrior, un guerriero PIENO di pace, non solo un guerriero di pace. Quando sono arrivata a galla ho respirato, ho assorbito i raggi del sole, ho galleggiato a mo’ di morto sull’acqua, ho sviluppato la consapevolezza di quel momento…e pian piano ho iniziato a volare…e non mi ha fermata più nessuno.(…)

Non ho più paura. Non ho paura che tu, futura psicologa, mi diagnostichi qualcosa dopo aver letto tutto ciò che ho scritto…perché se sono pazza…amen, non posso far altro che augurare a tutti di esserlo!

(…)come mi è venuto di andare negli Usa? Potrei fare un altro discorso lungo km…ma in poche parole…da dentro, da sempre, finchè l’anno scorso ho fatto un mese e mezzo a New York, esperienza che mi ha cambiato la vita e il modo di vedere il mondo…..mi ha cambiata a tal punto da spaventarmi, così per un anno ho cercato di rientrare nella mia vecchia vita e nella vecchia me…ma tutto mi stava stretto, e ne abbiamo visto le conseguenze. Ho seguito un sogno…ora ne seguo altri, credo che in Italia ci insegnino a non sognare più, terrorizzati dalla crisi che dilaga in questi tempi, parlo di crisi valoriale, non di crisi economica. Beh, io quello non l’ho mai imparato e non voglio farlo.’

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