Martedì mattina sono andata a fare colazione con Megan, la mia amica yogi, studentessa di creative writing. In un’ora abbiamo cercato di raccontarci tutto quanto fosse successo durante le vacanze, quello che stiamo facendo ora e i nostri progetti per il futuro.

Ma ci siamo bloccate perlopiù a chiacchierare sui miei days off dalle ICT(=information and communication technologies)…che poi in realtà sono days off dai social networks e dal telefono, chat varie e Skype. Lei ha fatto lo stesso in occasione di un compito in classe assegnatogli poco tempo fa: 48 ore senza media.

Abbiamo iniziato a vedere quali fossero i pro, visto che i contro sono davvero pochi, ma soprattutto ci siamo messe a riflettere sulla ‘dipendenza da post’. Devo ammettere che in questi giorni vedo cose e penso, cavoli, se potessi fotografarle le posterei su Facebook e poi, poichè non posso provvedere immediatamente, mi rendo conto dell’inutilità della cosa in sé. Oppure mi capita di pensare, voglio scrivere questo a Laura…e di nuovo, beh infondo non era nulla di importante. Così, in meno di 48 ore ho percepito almeno 100 impulsi di ‘post’ fino ad arrivare a pensare…ma le cose le vedo e le faccio per me o per postarle su Facebook, raccontarle agli altri o per scriverne sul mio blog? Sono così irrequieta da aver bisogno di raccontare al mondo intero ogni singolo passo che faccio? Faccio le cose per me o le faccio per gli altri? Beh, diciamo che mi ritengo già fortunata a dire di poter rispondere ‘ENTRAMBE’. Fortunata innanzitutto perché me ne sono resa conto e fortunata perché la componente ‘fare le cose per me’ c’è, ed è forte.

E’ anche vero che uno dei motivi per cui scrivo così tanto su me stessa è il fatto che io sia giunta ad uno stadio di benessere da poco e che vorrei poterci trascinare dentro il mondo intero!

Sicuramente però non mi farà male cercare di stare senza scrittura autobiografica per un po’…al massimo, se in crisi di astinenza, ho pur sempre il mio bel diario cartaceo, dal lontano 1999(una decina di quaderni formato A4 e una decina di Moleskine).

Insomma, ho altri nuovi propositi per questo 2011:

Pensare prima di postare, almeno 10 volte. Pensare prima di comunicare. Conversare solo per il piacere di farlo o se necessario. Commentare solo se può venirne fuori qualcosa di costruttivo. Vivere profondamente per me stessa. Voi, se non lo fate già, cercate di fare altrettanto…

Martedì sera sono andata a lezione di Marketing strategies, corso tenuto dalla professoressa Terri Horton. La professa ci ha letteralmente affogati tra le sue parole, le sue conoscenze e le sue indicazioni. C’è chi se ne frega e continua a sbattere i polpastrelli sulla tastiera con gli amici francesi, c’è chi spalanca la bocca attonito e non riesce a dire nulla e forse nemmeno a capire nulla e c’è chi inizia a prendere nota di tutto e dice…’ok, è ufficiale. Diventerò completamente pazza!’ Inutile dire che sto parlando di me.

‘Leggete sempre, quando siete in coda, usate intelligentemente i vostri smart phones, leggete in continuazione, eccovi 6 siti a cui dovete registrarvi al fine di ricevere le newsletter(che io personalmente odio) cosicchè siano le notizie a raggiungere voi, senza che ‘fatichiate’ a cercarle. Approfondite la vostra conoscenza dei social network, market yourselfs as you were a brand, create eventi, postate spesso, sviscerate internet in lungo e in largo, utilizzate i fantastici mezzi che la comunicazione e internet vi mettono a disposizione. Non fermatevi mai. Marketing without social media, internet, sms, mms….is 5 years back. Use internet to selfexpress, people love to do that, give them the chance to do that…bla bla bla’ e il tutto pronunciato in black american alla velocità della luce, no, ma che dico…molto più veloce! In 6 ore ci ha vomitato addosso nozioni che potrebbero bastare per il resto dei nostri giorni. E in tutto questo, che fine abbia fatto la sua vita, non c’è stato modo di chiederglielo!

Bene, ora qualcuno può dirmi come posso io venire a capo di tutto ciò? Prima e/o seconda parte della giornata?

Tenete conto che non ho una pistola e nemmeno un gancio per appendere il cappio…e si, un paio di birre le ho già bevute.

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