Zio,
ti ricordi quando, seduti a tavola a casa di nonna a Calatabiano, cercavi di spiegarmi il paradosso della freccia e della mela di Zenone di Elea? Io avevo 9/10 anni e lo zio Elio e Pilussi(=papà) cercavano in tutti i modi di dirti che non potevo capire, perchè ero ancora troppo piccina! Eravamo seduti entrambi a capotavola, uno di fronte all’altro e ci riscaldavamo sempre più sulle diverse ipotesi. Sia tu che io non li ascoltavamo, perchè siamo due teste calde…e io volevo capire e tu volevi che io capissi. Quella sera non c’è stato verso di farci cambiare argomento.

Noi due ci siamo sicuramente divertiti, quanto a loro, che hanno dovuto ascoltarci ripetere la stessa solfa e le mie improbabili soluzioni almeno 15 volte…non so! Probabilmente no.

Quella sera sarò andata a dormire con quel pensiero, sinceramente non ricordo. Ma se un pò mi conosco è andata così. So che quando iniziai a frequentare il corso di filosofia, verso i 14/15 anni, venne fuori il nome di un tale Zenone che raccontava delle storielle assurde che avevano un significato intrinseco pazzesco. Così venne fuori una cosa simile a:

‘Quando un arciere scocca una freccia, questa appare in movimento. In realtà è ferma, perchè in ogni istante occupa uno spazio ben definito, uguale alla sua lunghezza.
Inoltre, siccome il tempo in cui si dovrebbe muovere è composto da infiniti istanti e in ognuno di questi istanti è immobile, allora la freccia è immobile in tutti gli istanti.
La confutazione si basa sul fatto che gli effetti del movimento della freccia sono visibili. Se un arciere scaglia una freccia e colpisce una mela, questa ne sarà trafitta, pertanto è insensato dire che la freccia è stata immobile.’

E io mi ricordai che quella storia l’avevo già sentita e, facendo comunque ancora fatica a comprenderla, pensai…’ma come c—o poteva pensare lo zio che io sarei stata in grado di capire questo a 9 anni quando a malapena sapevo portarmi il boccone alla bocca?’

E ti ricordi di quando, mentre mi insegnavi a giocare a poker e alcune regole del bridge, disqusivamo sugli alcolici e anche lì ti incazzavi perchè io ti dicevo che non mi piace la grappa, ma solo il gyn tonic e l’americano?

E di quando ci piazzavamo in cucina e tu cercavi di spiegarmi come cucinare e mi davi 73 versioni della parmigiana, così facevo un casino bestiale e poi mi cazziavi? Però le melanzane fritte ora le so fare come dici tu!!! Quindi…alta cucina.

Io mi ricordo tante cose…la tua testardagine, non così dissimile dalla mia, il tuo carattere, il tuo turpiloquio che faceva sempre storcere il naso alla nonna, i tuoi insegnamenti di vita, la tua Panda sgangherata. Mi ricordo il rispetto che mi porta la gente quando dico ‘sono la nipote dell’avvocato Visalli’. E questo dice tanto su di te, lo sai vero Zio?

Mercoledì sera mi sono fatta un piatto di pesce e una birra: tuttiiii per te.

Ora però,

torno a studiare,

d’altronde ‘DEVO MASSACRARLI TUTTI’,

come mi hai sempre detto di fare!

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