GIORNO 8/9. TANTO, TANTO, TANTO. TROPPO.

Sono state due giornate intense, tant’è che stamattina a malapena sono riuscita a raccogliere due parole per formare un post quasi insignificante. Solo una susseguirsi di cose fatte. Ma forse nessuno di voi vuole questo.

Ho conosciuto gente interessante, ho cenato in deliziosi resistenti, ho fatto quella che tutti chiamano ‘la bella vita, ho parlato con gente che ha da trasmettere e ho assorbito. Ho osservato, ho guardato, ho parlato(troppo..come sempre :-P). ‘Ho seduto’ il mio corpo su central park e ho spento il mondo attorno a me per vivere il mio ‘essere’. Non ho fatto shopping(grande traguardo), ma ho capito, ho capito che…

Non credo di dover riempire questi post con semplici resoconti, ma mi rendo conto che succede perché vivendo a così alta intensità i bei dettagli, le emozioni e le descrizioni che sembrate apprezzare, si perdono per strada. E aimè, non solo nei post, ma forse nella mia vita.

Sono stanca.

Non vedo l’ora di sentire il sole sulla mia pelle e abbracciare il mio letto, tra le quattro mura della mia cameretta.

Ho capito una cosa.

Ho capito molto cose.

Ho capito cosa non voglio, e inizio a sentire le vibrazioni di cosa non devo lasciare.

Non sono pronta per lasciare quello che ho appena iniziato a costruire. Un mattone dopo l’altro ho fatto un muretto, e probabilmente ci vorrebbe ben poco a buttarlo giù o a lasciarlo lì e andare a costruirne un altro.

Ma sono così piena di costruzioni a metà in giro per il mondo, e sento ancora gli strascichi di alcune di loro sulle spalle. E mi si stringe il cuore al solo pensiero di abbattere anche questa…anche perché mi sembra stia venendo su bene, meglio delle ultime se non altro.

I lavori vecchi non li voglio riprendere in mano. Hanno quell’odore di abbandonato e stantio che non ho mai sopportato. E come tutte le cose vecchie richiedono molto cura, che io ora non posso dare. E che non voglio dare. In certi casi forse non ne vale la pena, o non ne vale più la pena.

Così come non posso curare una costruzione ex novo. Non ancora, non adesso.

Mentre quel che devo curare sono io e due mesi di stanchezza, e pesantezza che continuo a trascinarmi dietro.

Si, è vero. Il vento è arrivato, ha fatto un po’ di pulizia, ma la cappa di nebbia si è ricreata subito e con troppa facilità. Come succede quando si ottengono risultati difficili, con soluzioni facili. E questo sta succedendo troppo spesso ultimamente.

Bisogna attraversare. ANCORA.

4 pensieri riguardo “GIORNO 8/9. TANTO, TANTO, TANTO. TROPPO.

  1. Grandissima!! Sono Flavio, central park lunedi mattina verso le 11 credo 🙂 avevi ragione su nyc mi sta davvero piacendo un sacco, inizio a capire perchè ne sei così affascinata!
    Spero che il tuo impegno pomeridiano sia filato liscio, davvero te lo auguro e faccio il tifo per te!

    1. Ciao Flavio! Hai trovato un pò di istruzioni utili sul blog? C’è un post dedicato proprio a quello…
      Altrimenti scrivimi pure via mail, così magari aggiungo qualche dritta!!!

  2. Solo dentro di te puoi trovare le risposte che cerchi. E’ faticoso, lo so, ma
    è l’unica via d’uscita. Costi quel che costi.

    Non pensare che un elenco di cose fatte sia una banalità. Primo: è sempre
    vita vissuta, attraversata, incontrata; secondo: certe situazioni sono uniche
    e non ripetibili in altre città del pianeta, quindi ben venga la NY way of life !
    Infine, dai retta al tuo istinto, non scrivere per compiacere alcuno 😉
    Ovviamente è solo il mio modesto parere……….

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