-2. Una riflessione e un invito, sconnessi.

Parlando, scrivendo, leggendo e ascoltando in un’altra lingua, quasi 24/7, mi sono resa conto di una cosa bellissima del poter continuare ad imparare una lingua, giorno dopo giorno, ora dopo ora.

Qualunque cosa io faccia durante il giorno, mi capita di trovare un insieme di caratteri che, finchè non li digito nella tastiera della mia application traduttrice, non hanno alcun senso o quasi.

Così la mia curiosità è stimolata e subito facilmente appagata. Questo avviene anche a chi non sta imparando una nuova lingua, ma probabilmente meno di frequente.

La cosa bellissima di questo processo è che, per lo meno a me, resta in mente il posto, la persona, la canzone, il film, il libro in cui ho incontrato e conosciuto quella parola per la prima volta. E questo secondo me avviene perchè quella parola in sè, è talmente distaccata dall’avere un senso, che ci si concentra sul suono, o sul disegno delle lettere, e gli si da un interpretazione artistica piuttosto che concettuale. E questo io, prendetemi pure per pazza, lo trovo fantastico.

Il tutto diventa ancora più magico quando la parola ti rimanda a una persona e al modo in cui questa l’ha pronunciata, il suo accento, l’enfasi. ‘Precisely’, ‘dissipate’, ‘cozy’, ‘persist’, ‘trimmings’, ‘clover’…

E così ogni volta che usi queste parole…la tua mente rimbalza sul ricordo di un momento e di un qualcuno.

Questo giochino, mi fa sorridere ogni volta, così anche durante i colloqui mi è capitato di usare alcune di queste parole e di ritrovarmi con un mezzo sorrisino sulle labbra, totalmente immotivato per l’interlocutore, ma come un piccolo viaggio per me.

Ora passiamo all’invito. Fine delle parole dolci.

Riprendo le parole di Camu, pronunciate a New York tra le mura del ‘suo’ college: ‘il blog’, il suo in particolare, ‘è come casa mia. Se qualcuno non vuole ascoltare ciò che ho da dire, se non gli interessa o se gli da fastidio, può fare a meno di suonare il campanello e di entrare…e sicuramente se entra, può fare a meno di criticare inutilmente e non costruttivamente ciò che faccio.’…la citazione non è letterale, ma il concetto era questo…confermi Camu?

Così, chi pensa cose simili a:

‘sei la persona più egoista e egocentrica che io conosca! Il tuo unico problema è quello che pensano gli altri di te,il bisogno a tutti i costi di far sembrare la tua vita perfetta! Ora sui tuoi 8oo blog scrivi anche quante volte pisci al gg!(…) Hai un bisogno maniacale che tutti li leggano,di essere al centro dell’attenzione….a volte leggo cosa scrivi e rimango allibita,di come parli dell’Italia e del tuo bisogno ossessivo di parlare di te!!’

E’ CORTESEMENTE  INVITATO A SPENDERE MEGLIO IL PROPRIO TEMPO.

PERCHE’ IO, da buona egoista, ho imparato che si vive meglio facendo le cose che ci piacciono e soprattutto evitando quelle che non ci piacciono e che possiamo fare a meno di fare!

10 pensieri riguardo “-2. Una riflessione e un invito, sconnessi.

    1. Con tutto questo te verde, circa 1982 ml, per essere precisa, credo siano già 4 volte. Sono le 11.55.37 secondi. Ti interessa anche la marca del te e della carta igienica? 😀

  1. Mi fai venire in mente un ragazzo quasi dispiaciuto di portare a cena in una steak house una vegana, così la vegana, molto flessibile, gli dice
    ‘vabbè, se non lo dici a nessuno assaggio un po della tua favolosa bistecca’
    ‘lo scriverò sul mio blog’
    ‘hai un blog?’
    ‘no, ma ne aprirò uno per l’evento’

  2. Quella delle parole imparate così, per caso, a voce, mi ha fatto capire meglio gli americani che non sanno fare lo spelling…tipo la parola ‘scongelare’ che in america si usa tantissimo, date le quantità di cibo congelato, la so pronunciare ma non saprei come scriverla….anche così, purtroppo, si impara una lingua.

  3. Beh, grazie per la citazione prima di tutto 🙂 Io confermo (oramai da anni sul mio blog) questa filosofia di pensiero: a casa mia faccio quello che mi pare. A volte cancello anche i commenti che non vanno bene, e per essere chiaro ho anche pubblicato un link al mio punto di vista sulla “moderazione dei commenti” in fondo ad ogni pagina. Se qualcuno vuole dire qualcosa di negativo su di me, può benissimo farlo a casa propria. Comunque, ho capito oramai che il miglior trucco è di abbassarsi al loro livello, adottare il loro linguaggio ed il modo aggressivo di comportarsi, e fare la stessa cosa con loro, li fa uscire pazzi. Alcuni sanno che mi diverto un mondo a farlo sul blog di Tophost, il provider che ospita il mio sito. Mi considerano un troll, ed in effetti lo sono… ma solo verso quelli che se lo sono meritato. Alla fine a loro viene la bile ed io mi faccio un sacco di risate.

  4. le parole che diventano oggetti o suoni o pezzi d’arte da appendere al muro….. cose che capitano quando si ha a che fare con una lingua
    straniera, un modo però di non svilirsi di fronte ad una parola che
    non si comprende -ad onor del vero a volte anche con la propria
    lingua bisognerebbe attuare questo esercizio!-. Nella loro gioventù
    i miei genitori impararono a parlare due lingue senza saperle scrivere,
    non solo poche parole. Altri tempi !

    Condivido l’idea di blog come una piccolo spazio in cui si vive, per cui le
    visite sono ben accette a patto che si usino educazione e voglia di conoscere
    il pensiero degli altri. Insomma, uno scambio di idee e insegnamento.
    Le brutte maniere restino proprio fuori, le subiamo già abbastanza nel
    mondo quotidiano. O no ?

    Camu, a te non la si fa eh ? Scherzi a parte, non ti si può dare torto 🙂

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