Oggi mi sono svegliata persa. Come ogni mattina ultimamente. Ma da buona iper-attiva quale usualmente sono, ho iniziato a pensare….’allora che ce ne facciamo di questa vita?’

E così ho riaperto il libro che sto leggendo, ‘Gli scali del levante, e ho ricominciato a leggere.

Dopo la seconda facciata mi ero già persa dieci volte. Mi sono chiesta come fosse possibile, alla mattina ho sempre un alto livello di concentrazione.

Mi fermo respiro e ci riprovo.

Niente, la mia mente vaga. Una mia attività? Pubblicità? Devo tornare a New York? O devo tornare a studiare? Devo tornare in Italia? In Cattolica? O devo solo trovarmi un lavoretto? O dei nuovi amici?

Sento l’acqua che sale alla gola, inclino la testa all’indietro per respirare. Mi alzo e esco dall’acqua. Dall’acqua io ci esco scrivendo…scrivendo tutte le mie paure….nero su bianco.

Sto impazzendo a stare con le mani in mano. Così non va. Mi chiamano i miei due angeli custodi a cui vomito addosso il tutto. Mio papà quasi non mi riconosce. Sono passata dalle mille idee e dal non avere il tempo di respirare alla totale inattività. Ma di questo ne abbiamo già parlato.

Sto girò però mio papà era carico. Carico come un coach di baseball all’ultima partita di campionato, quella determinante. Carico come i motivatori americani che riescono a riempire di entusiasmo 1000 persone in un’ora. Carico come una bomba a mano sganciata e pronta a essere lanciata nel deserto, nella pianura, nella noia.

‘DEVI TROVARE DEGLI OBIETTIVI, PICCOLI, MEDI O GRANDI. DEVI PROGETTARE IL PERCORSO PER PERSEGUIRLI E DARTI DA FARE.

NULLA ARRIVA DAL NULLA.

Comprati una lavagna e scrivi obiettivi e cose da fare su base giornaliera per inseguirli. E fallo ogni giorno. Non hai bisogno che io ti dica cosa fare, FALLO E BASTA’

‘Forse aveva ragione, dopo tutto. Più andro avanti negli anni e più darò ragione in ogni cosa a mio padre. Suppongo sia così per tutti gli uomini.’ Amin Maalouf

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