Più cose ho da fare, più ho voglia di farne altre, più ne accumulo, più mi incasino e più sono felice. Mio padre direbbe…’tipico di mia figlia’.

Si, decisamente.

Che poi, ancor più tipico di me, in questi giorni ne verranno fuori solo post incasinatissimi, in cui cercherò di raccontarvi….molto.

Innanzitutto stamane, giungendo a lavoro ho visto questi:

Non sono riuscita a fare un’offerta poichè ero troppo incuriosita da cosa stessero facendo, sembravano operai, ma allora perchè avevano uno stivale in mano?

Un’iniziativa di fund raising simpatica ed originale, che ruba un pò il mestiere di chi, di quei soldi, ne ha davvero bisogno nell’immediato, però è certamente una cosa lodevole. E’ una trovata promossa dai vigili del fuoco(la dicitura FIRE FIGHTERS mi piace di più) in modo da aiutare organizzazioni quali la Muscolar Distrofy Organization, un pò come le nostre arance per aiutare la ricerca contro il cancro.

Un paio di ore prima, invece, la mia amica, anzichè farsi portare a scuola dalla ‘mamma’, dovette prendere l’autobus. Ma non era sicura di dove fosse la fermata, non lo ero nemmeno io. Così, mentre lei era pronta per andare a scuola ben vestita e con l’eleganza che di solito la contraddistingue, io sono scesa scalza, spettinata e in pigiama. Lei ha iniziato a correre da una parte e io dall’altra, il tutto catturando gli sguardi incuriositi dei passanti e degli operai messicani al lavoro.

Non avendo rintracciato alcun segnale, ci siamo ritrovate alcuni minuti dopo di nuovo a metà. Le ho detto che a parer mio, se l’autobus si fosse fermato, lo avrebbe fatto prima del semaforo. Così lei è corsa dall’altro lato della strada.

Questa scena mi ha ricordato quando la mamma corre ed incita la figlia a fare in fretta, poichè l’autobus è in arrivo. Almeno, la mia mamma ognitanto faceva così, lo vedeva dalla finestra e mi urlava…e io scattavo, ogni mattina alle 6.45 am per 3 lunghi anni. Poi però, quando io e l’autobus partivamo, sicchè la fermata era lontana, io non la vedevo mentre mi salutava.

Stamattina invece, io sono rimasta sul marciapiede, scalza e spettinata, a salutarla mentre partiva per il suo ‘primo giorno a scuola da sola in autobus’. Lovely. Credo lo farò ogni mattina, ma voglio procurarmi una vestaglia di seta e delle pantofoline adeguate….tipo queste:Anche se mi sa che qua in giro ne troverò solo così:

I miei amici maschi, compreso mio padre, invece a pensare alla poetica immagine di madre e figlia, hanno subito figurato una coppia lesbica. Poveri noi.

Adesso giuro, ho tante cose da dirvi, quante ne ho da fare. E ho tanta voglia di scrivere….ma vi devo salutare.

PS: A. mi ha chiesto se mi sono pentita di averla fatta venire in Cal. Ed io che penso che non vorrei nemmeno trovarle un altro appartamento, per tenerla da me.

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