Sto cercando di vivere questi giorni a pieno e anche solo trovare 10 minuti per scrivere diventa quasi impossibile.

Ieri Yvonne è venuta nel mio mondo. Per chi non mi seguisse assiduamente, Yvonne è la mia prima insegnante di yoga, colei che mi ha aperto a questo nuovo mondo e a molto altro ancora.

Siamo andate a prenderla verso le 9.30 am a Downtown Union Station, e già il suo volto sprizzava di gioia per la ‘nuova’ esperienza.

Non ho resistito dal portarla alla mia Mecca: Wholefoods. L’enorme supermercato organico-biologico l’ha accolta a braccia aperte con degustazioni e molte curiosità. Io sono finalmente riuscita a regalarle le TOMS, e lei mi ha regalato una piccola fialetta di essenza di Eucalipto che mi farà sempre pensare a lei, quando sarò a Milano.

Ogni qualvolta io andassi a trovarla lei mi guidava attraverso il suo giardino incantato, ‘sforbiciando’ qua e là e io non me ne andavo mai senza rami di Eucalipto ed il loro delicato aroma. Quel profumo per me, sarà sempre lei.

Una lunga chiaccherata mentre curiosavamo nel Boardwalk, un giro attraverso i canali, un pranzo RAW by Euphoria loves Rawvolution in macchina, un’infinita guida fino a Downtown, la corsa sui binari ed Yvonne è già ripartita.

Dopo tre orette io e Mally ci riprendevamo da un riposino pomeridiano per dirigerci, in compagnia di Athena, al cinema: One day. Non un gran film, ma noi siamo ruscite a trarne qualche bella riflessione.

Stamattina, – 11 gg, quando ho aperto gli occhi il cielo era ancora grigio, Mally ronfava con la boccuccia aperta e qualcuno da oltreoceano mi diceva che sarei dovuta essere sveglia per iniziare ad abituarmi al fuso.

Erano le 9.15. Decisi che una lunga e spensierata camminata mi avrebbe trascinata a yoga. E così, tra gli scoiattoli che percorrono i fili dell’alta corrente, signore che si ritrovano dalla parrucchiera per la piega, mercatini improvvisati, homeless in giro con i loro carrelli, un giovane disteso nel suo truck a riposare, ragazzetti in skateboard e messicani che vanno al lavoro,…così sono giunta tra le mie quattro mura preferite: quelle di Yas.

Penso molto in questi giorni, ma non sto male come mi aspettavo sarei stata. Magari quel momento deve ancora arrivare, magari non mi rendo conto di quanto sia distante l’altra parte del mondo, o magari è solo la grande voglia di ritornare tra le braccia dei miei, del mio tutto.

Un brunch a base di poached eggs(uova all’occhio di bue) e asparagi da Urth’s cafè, le chiacchierate con il mostro, la voglia di andare in spaiggia, di leggere, di ridere, di tuffarsi.

Farsi raccontare la loro vita e chiedersi ‘ma io dov’ero? Perchè non c’ero? Ma tranquille raga…nel bene o nel male…presto ci sarò di nuovo!’

Il costume lo abbiamo lasciato in borsa perché nelle ultime due settimane, ogni qualvolta lo indossassimo, il sole si nascondeva dietro alle nuvolacce.

Due stupidelle scaramantiche che si sono aggrovigliate nella sabbia pur di non mettersi il costume prima di essersi accertate che il sole ci fosse…e che sarebbe rimasto.

Verso sera, in compagnia di tre trevigiani con la ‘r’ attorcigliata ed un splendido dialetto, ci siamo diretti da The other room dove abbiamo aspettato mio cugino ‘Francè de Roma’.

Tra qualche birra e qualche costoletta di maiale intrisa di BBQ sauce al 3 sqaure cafè di Abbott Kinney e passata gran parte della serata.

I più giovani della combricola sono resistiti e hanno proseguito la serata al club 31TEN di Santa Monica. Ci ha raggiunto anche la splendida e solare Erica(la cantante di Skeleton boy).

La serata si è conclusa verso le 3 am a casa nostra. In due a bussare al mio coinquilino Brett solo affinchè Enrico potesse sfidarlo a FIFA con la Xbox. Mea culpa aver riferito che il gioco era Pro evolution soccer…ma alla fine Enrico è stato valutato ‘NOT BAD’.

Io ridevo….e poi sono crollata nel letto, distrutta dal sonno e dalla felicità della piacevolissima giornata.

E così continuo a  rimandare i miei programmi di giorno in giorno, pur di godermi quella vita quotidiana che presto sarà la vecchia vita quotidiana di ‘Quando vivevo a Venice beach…’.

Che fortunata che sono. HO TUTTO.

GRAZIE.

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