Ecco, affrontare 16 ore di volo dormendo stanca morta, salire a bordo di una macchina noleggiata, fare alcune commissioni a Milano, risalire in macchina e guidare fino a Udine, non è una sensazione spazio-temporale affatto piacevole.

Ieri sera, appena giunta a casa, ho guardato la cicatrice di un taglietto che mi sono fatta sabato sera a Venice e ricordo di aver pensato: ‘allora è vero. Allora non era tutto un sogno, nè tantomeno lo è il mio ritorno’.

E’ davvero incredibile, ma è una sensazione che fa sentire potenti, attraversare il mondo, per lungo e nel tempo. Quando qui è domani li è ancora ieri.

NON POTEVO CONTINUARE A VIVERE COSI’ DISTANTE!

Nel frattempo continua ad aumentare la lista delle cose che mi mancheranno: come faccio ad aver dimenticato l’asciugatrice e i commessi dei supermercati che imbustano le cose alla cassa???

Stamattina sono stata a fare una parte di spesa da Natura sì. Quando sono entrata in quel posto biologico, triste e piccolo mi si è soffocata la parola Wholefoods in gola. Hahahahah: che viziata che sono!

In compenso ho deciso, dopo 25 punture di zanzare e 9 Euro di Autan, che se vengo punta ancora, torno in California in pianta stabile: mi sembra un’ottima motivazione!

Un aneddoto prima di salutarvi: a Malpensa, non appena uscita dal ritiro bagagli, mi sono messa in fila, dietro ad una coppia di americani, per poter prendere l’ascensore. Eravamo gli unici ad attendere. Nel preciso istante in cui si sono aperte le porte di uno dei quattro ascensori, DAL NULLA PIU’ TOTALE, sono spuntate 4/5 persone, non ho fatto in tempo a contarle, che sono strisciate dentro l’ascensore alla velocità della luce lasciandoci fuori come tre fessi. I due americani mi hanno guardata…ed io non ho saputo dire altro che ‘Welcome to Italy!’

Chiudo con i versi di una poesia che mi è stata mandata da una delle mie più affezionate lettrici e, che assieme a questo post, inaugura una nuova sezione del mio blog, così come una nuova sezione della mia vita!

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
augurati che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento fermo
guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.Augurati che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta, più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara molto dai saggi.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai saggio, con tutta la tua esperienza in te
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

“ITACA” – Kostantin Kavafis

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