Ieri notte ho dormito sul divano, una cosa che amo fare quando torno a casa. Mi fa sentire libera.

Stamattina mi sono svegliata con la luce che penetrava dalle finestre, accompagnata da un rumore insolito e inaspettato che mi ha fatto venire voglia di appallottolarmi ancora di più e di stare sotto le coperte con la testa sprofondata sul cuscino.

E’ domenica mattina e non ho impegni: posso farlo e l’ho fatto.

Questo rumore insolito di cui vi parlo è il temporale, e, piano piano, goccia dopo goccia, la pioggia che si poggia sulle strade, sui tetti, sulle campagne…

Sono corsa alla finestra come un bambino alle prime nevicate di dicembre ed ho osservato le gocce che si scagliavano contro il vetro della finestra, l’intensità della pioggia che non permette di vedere oltre la stradina di fronte casa, i colori della natura che si bagnano e mutano.

Gocce che diventano mano a mano più solide, palline di ghiaccio, grandine. Il rumore sordo di quando incontrano i tetti.

Foglie che lasciano i loro rami e che danzando vanno a posarsi elegantemente sul manto stradale.

E’ sembrato il primo giorno di autunno dopo più di un anno: mi sono letteralmente emozionata.

Passato il primo scroscio era già tutto più tranquillo e nuovamente ripulito.

Ma di questo ne ha già parlato qualcuno alcuni anni prima di me…

…io, la quiete dopo la tempesta, me la godrò con una bella colazione domenicale in famiglia e un buon libro tra le braccia del mio divano.

Buona domenica!

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