Quando poco più di un anno fa mi sedetti alla scrivania di un amico di un amico del babbo, mi resi subito conto che prima che uno pischiatra, avevo di fronte a me un uomo, un professore, un’amabile persona con cui poter fare delle chiacchiere.

Dopo un’ora mi diede un post it sul quale aveva scritto ‘Il codice dell’anima’. Fu così che Adriano Segatori mi presentò James Hillman, psicanalista e filosofo americano.

Mi ricordo ancora che comprai il suo primo libro alla stazione di Padova, sezione psicologia, credo che non dovetti nemmeno cercarlo, perchè non ricordo come me lo ritrovai tra le mani e mi ricordai del consiglio.

Era estate quando iniziai a leggerlo, al ritmo delle onde dello Ionio, a Roccalumera(ME), il luogo adatto per immergersi in un tale tipo di lettura.

Cominciai ad interiorizzare l’idea di daimon quando ancora la mia mente non aveva capito che fare ciò che si vuole, quando si vuole, solo per se stessi è la soluzione a tutto per tutti. E se ci pensate bene non è affatto una definizione di egoismo, quella che ho appena dato, perchè non credo di dire nulla di scontato se affermo che è solo facendo le cose con amore, volontà e passione che stiamo bene e possiamo avere forze ed energie per far star bene agli altri.

Li sottolineo sempre i miei libri, scrivo quando li inizio e quando li finisco, dove sono e a che cosa penso. Pensate questo libro l’ho concluso mentre le ruote del volo Delta del 11 settembre 2010 atterravano a Los Angeles. E io con loro. Ho la pelle d’oca perchè è da lì che il daimon ha iniziato a perseguitarmi…ed è lì che ho finito per ascoltarlo ed è migliorata la mia qualità di vita.

Vi trascrivo qualcosa di ‘sottolineato’:

‘A questo punto, diventa straordinariamente facile comprendere la nostra vita: comunque siamo, non potevamo essere altrimenti. Niente rimpianti, niente strade sbagliate, niente veri errori. L’occhio della necessità svela che ciò che facciamo è solamente ciò che poteva essere.’

‘Sono diverso da tutti gli altri e uguale a tutti gli altri; sono diverso da quello che ero dieci anni fa e uguale a quello che ero dieci anni fa, la mia vita è un caos dotato di stabilità, è caotica e ripetitiva insieme, e io non posso sapere in anticipo quale minuscolo e insignificante bit in input produrrà effetti enormi e significativi in output. Devo rimanere sempre vivamente ricettivo verso le mie condizioni iniziali, cioè verso l’essere che è venuto al mondo con me e ogni giorno mi accompagna nel mondo. Da quell’essere rimango dipendente.’

Ieri, durante la relazione di Alceo Rapagna, ho appreso che James Hillman ci ha lasciati.

GRAZIE.

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