No,
Non e’ uno dei miei soliti post su quanto sia bello vivere e su quanto piu’ facile possa essere il quotidiano se affrontato con il piede giusto. No, questo e’ il famoso post sul libro di Goliarda Sapienza che ho letto questo agosto(ve ne avevo gia’ parlato qui).
Vi avevo gia’ parlato di lei e di come questo libro fosse finito tra le mie mani, mai per caso, come tutto il resto.
Insomma, dopo tanta polemica, Angelo Pellegrino riesce a far pubblicare l’ultimo manoscritto della ribelle e alquanto bizzarda Goliarda.
Tra i granelli di sabbia, gli smoothies e le onde di Venice Beach, inizio a divorare le sue pagine e altrettanto fa la mia amica Margherita. Seguono giornate in cui io mi trascino il libro anche sotto la doccia pur che lei non legga oltre a quello che ho letto io.
Non credevamo sarebbe stato un libro cosi’ avvincente, non posso nemmeno dire che Margherita sia una grande lettrice, ma questo giro, non la fermava nessuno!!!
Entrambe determinate a divorare il romanzo, rientriamo in Italia, con due voli diversi…non appena giunte a Milano lei mi fa sapere di aver comprato il libro. Ci separiamo, una a Novi Ligure, l’altra a Udine…chi terminera’ prima il racconto?

Una decina di giorni dopo torniamo a Milano, di nuovo insieme e di nuovo sotto allo stesso tetto…’Margherita, hai finito l’arte della gioia?’

Con un giro di parole descriviamo la lettura di questo libro come una folle discesa su una pista da sci che all’improvviso ti rallenta tirandoti per i piedi perche’ ti sei trovato ad attraversare una chiazza di neve mista a terra…il tuo corpo vorrebbe continuare a correre, ma tu resti bloccato!

Detta cosi’ sembra una vera e propria delusione, sicuramente ha lasciato piu’ amarezza che un libraccio di quelli che si abbandonano a pagina 15, pero’ io continuo a pensare che quelle prime 200/250 pagine meritino la nostra attenzione.

La trama e’ forte, certe descrizioni fanno rabbrividire, la storia del nostro paese vista da chi l’ha vissuta in quegli anni, gli anni che precedevano la Seconda Guerra mondiale, e’ forte e diversa da come l’abbiamo studiata. Modesta, la protagonista, ha un grande carattere in un’epoca in cui la donna ‘serviva’ a ben altro.

Insomma, non me la sento di dire 10, ma lo reputo un romanzo da non perdere!

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