…ecco ciò che di buono ho trovato nel libro di Coehlo:

‘(…) esiste soltanto il momento presente, l’ORA.(…)Il ‘tempo’ non passa. L’essere umano ha una difficoltà enorme a concentrarsi sul presente: pensa sempre a ciò che ha fatto, al modo in cui avrebbe potuto farlo meglio, alle conseguenze delle proprie azioni, al motivo per cui non è riuscito ad agire in maniera davvero appropriata. Oppure si preoccupa del futuro, di cosa farà domani, delle decisioni che dovrà inevitabilmente prendere, dei pericoli che lo attendono dietro l’angolo, di come evitare fastidiosi imprevisti e di come raggiungere gli agognati obiettivi – tutte quelle cose che ha sempre sognato.(…) Non è quello che hai fatto nella vita passata a influenzare il presente, ma è ciò che fai nel presente che redimerà il passato e logicamente cambierà il futuro.’

‘ecco ciò che temo tremendamente in questo momento: una tragedia. La tragedia è un cambiamento radicale della vita, ed è sempre legata ad un principio ineluttabile: la perdita. Quando ci troviamo di fronte a una perdita, risulta inutile tentare di recuperare ciò che ormai si è allontanato: è meglio approfittare del grande spazio vuoto e colmarlo con un elemento nuovo. In teoria, ogni perdita avviene per il nostro bene e serve per il nostro miglioramento(…).’

Et dulcis infundo il mio preferito:

‘Senza un particolare interesse mi immergo nella lettura di un articolo sui bambù cinesi. Dopo aver piantato il seme, non accade nulla per quasi cinque anni – si vede soltanto un minuscolo germoglio. ça crescita è interamente sotterranea: pian piano si forma una complessa struttura di radici che si estende nel terreno sia in verticale che in orizzontale. Poi, alla fine del quinto anno, il bambù cinese cresce rapidamente fino a raggiungere l’altezza di venticinque metri.’

Ma ce ne saranno altre….

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