Seduta in piazza del popolo sotto l’obelisco, tra una ragazza sola e triste(in procinto di buttarsi bella fontana) e una coppia affiatata che non si molla un attimo.
Potrebbe sembrare di no, ma fa freschino, le mie dita sono gelate.
Un saxofonista suona ‘can’t help falling in love’ di Elvis.
I passanti attreversano la piazza con passo tuttaltro che milanese. Lei, la triste, continua a scuotere l’accendino. E a piangere. Ho rotto l’idillio della coppia per chiedere l’accendino e accendere la sigaretta a lei.
Ora loro se ne sono andati e siamo rimaste noi due, con lo sguardo perso nel vuoto e un po’ di pensieri tristi, nostalgici, strani. Quelli che mi fanno pensare a Roma come la vediamo nei film, come ce la racconta la storia.
Il freddo inizia a essere pungente, nonostante i venti gradi oggi a ora di pranzo.
Alle 19 ho lasciato la valigia in albergo e sono corsa fuori. Sono emersa dall’alto di piazza di Spagna, in cima alla scalinata, con tutta la citta’ illuminata!

Mi sembrava di essermi affacciata in una terrazza sul mondo.

Ho tirato il respiro piu’ profondo che abbia tirato nell’ultimo mese.
Non mi spieghero’ mai l’effetto che mi fa viaggiare e l’effetto che mi fa essere di nuovo nessuno, in un posto nuovo, tutto da camminare e divorare.
L’effetto terapeutico del mio essere sola, me myself and my feet!

Spengo il telefono.

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