No,

cosi’ no. Davvero, cosi’ non si puo’ iniziare una mattinata, una giornata,…ne tantomeno una vacanza!

Dopo quello che poteva sembrare il tranquillo risveglio di un martedi’ senza lavoro(si’, ho un lavoro e ve ne devo ancora parlare: shame on me!) si e’ alzato un maremoto! Il mio iPhone, da alcuni giorni sfornito di 3G(connessione alla rete senza wifi), ha deciso di abbandonarmi nel momento del bisogno, ovvero quando l’ho connesso per un back up/ripristino MAI RIUSCITO.

Il panico si e’ impossessato di me, considerando che l’orologio stava divorando i minuti, l’orario del check in si avvicinava sempre piu’ e i miei Apple devices non mi davano segni di vita fino a quando, rassegnatissima e quasi in lacrime, ho deciso di rinominare il mio telefono come ‘fanculo’s phone’ e beh, almeno ora ho un telefono, senza dati, ma e’ un telefono.

Esagerata??? Ma voi sapete quante cose puo’ tenere in memoria un iPhone e quanto puo’ aiutare nella everyday life? Ok, si puo’ vivere senza, ma perche’ privarsi della possibilita’ di vivere meglio???

Chiudiamo la parentesi Apple prima che qualcuno mi insulti per la mia dipendenza tecnologica. Sono partita con tutto l’armamentario, quando per una volta volevo lasciare tutto a casa, un armamentario che comprende un intero Apple store compreso di accessoristica per rievocare lo spirito di Steve Jobs nel caso di bisogno…chi vivra’ vedra’!

Salita in aereo, ho messo da parte tutto e ho aperto l’ultimo libro di James Fray che gia’ promette bene: ‘l’ultimo testamento della sacra Bibbia’…avvincente sin dalle prime righe! Il tutto e’ finito in nanna e quando ho riaperto gli occhi ero a Paris. Mi spiace, ma ora non inizierà il solito racconto di un magico arrivo.

Corse e corsette in una frenetica citta’ piena di treni e linee metropolitane con gente di corsissima che non sembra fermarsi davanti a nulla(e menomale che arrivo da Milano e che ho vissuto a NY e LA)! Io e mia mamma siamo sbucate dai sotterranei, dopo una trentina di minuti immerse nella folla, grazie ad un bizzarro ascensore trovato per caso che ci ha proiettate in centro, sotto alla grandine incessante. Considerato che a Milano, da quando sono tornata, ha piovuto solo 5 giorni a inizio novembre, e’ ormai un anno e mezzo che mi sono disabituata alla pioggia e cosi’ me la sono goduta…come dice Woody Allen nel suo ultimo film, non c’e’ niente come Parigi sotto la pioggia!

Dopo qualche altro intoppo, tra cui una caduta nella hall dell’albergo e un mancato investimento da parte di un rapido taxi alla Luc Besson, abbiamo lasciato le valigie e abbiamo fatto un giretto nel quartiere Marais. Paris non e’ ancora riuscita a stupirmi, ma non ho visto nulla…e di sicuro non era giornata…ma mi chiedevo…

…se ora uscissi e mi addormentassi su una scalinata, riuscirei anch’io a viaggiare nel tempo per finire accorgendomi che tutti crediamo che nell’epoca precedente si stesse meglio cosi’ come ogni giorno accade con il nostro stesso passato, per cui crediamo che ogni tempo precedente sia migliore del presente, pur non essendo cosi’?

Andate a vedere ‘Midnight in Paris’, altrimenti mi crederete piu’ pazza di quanto sono!!!

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