Un giorno normale.

In un giorno che pretende di essere un giorno normale la sveglia ti suona alle 6.20 e tu ti svegli, ma non vorresti abbandonare quel letto per nessuna ragione al mondo. E magari hai anche un mal di pancia storico.

Ti alzi e ti vesti e alle 7.30 sei in piazzale Argentina, dove sono stati allestiti i mercatini di Natale. Ti aspetti la desolazione e invece è tutto illuminato a festa manco fosse il pomeriggio di Sant’Ambrogio. Alle 7.30: MA CHI CAZZO CI VA AI MERCATINI DI NATALE ALLE 7.30 DI MATTINA?

Venti pagine di ‘Fango’ di Ammaniti dopo, emergi di nuovo in superficie, navighi nel freddo e raggiungi il desterto aka un ufficio italiano alle 8 di mattina.

Mi viene da ridere, luci spente e silenzio assoluto, forse nemmeno i riscaldamenti accesi.

Scatta il paragone. Ma non serve che vi ripeta per l’ennesima volta che in Cali alle 6 eravamo già tutti in palestra o in una sala di yoga…

UN ALTRO MONDO.

3 pensieri riguardo “Un giorno normale.

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