Oggi mi recavo al San Raffaele, uno dei piu’ noti ospedali di Milano, noto probabilmente anche a causa dell’enorme angelo bianco dalle ali dorate che sovrasta i cieli di Milano. La grande statua ricorda molto uno dei primi libri di zafon e fa pensare piu’ a un circolo ecclesiastico, che ad un’azienda ospedaliera.

La cosa bella di questo mini viaggio odierno e’ stata la mia sorpresa nel passaggio dai noiosi e soffocanti tunnel della metropolitana alla campagna soleggiata.

Il treno inizia lentamente a inclinarsi salire verso l’alt(r)o. I raggi di sole iniziano a illuminare la pagina del mio nuovo ebook, il tempo di alzare la testa con gli occhi lievemente accecati, guardarmi attorno e…il queens? Harlem? Morningside? O San Francisco?

Complice la bella giornata che mi ha ricordato la gita che feci a marzo un paio d anni fa per andare a scoprire il magico mondo di Camu, per un secondo non ricordavo dove fossi e dove stessi andando. Anzi, per un secondo ero convinta di essere a New York city.

Mi sono resa conto che viaggiare in metropolitana con queste condizioni, poca gente e la temperatura giusta, e’ sin piacevole, soprattutto se accompagnati da una buona lettura.

Nel mio caso sto leggendo ‘Ogni cosa e’ illuminata’ di Jonathan Safran Foer, pagina 20…quindi ancora non ho commenti, ma ho da poco terminato ‘Molto forte incredibilmente vicino’ dello stesso autore. Un po’ piacevole, un po’ magico, decisamente leggero. Come sempre dipende dagli occhi con cui si legge.

Per avere l’ispirazione della ‘viaggiatrice’ ho dovuto aspettare di essere nuovamente qui, sulla metro e all’aperto, con la voce automatica e tutti questi volti nuovi che raccontano vite che non possiamo sapere. Ma che possono rendere magico ogni nostro piccolo viaggio.

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