Non avrei potuto che chiamare cosi’ un post dopo un paio d’ore a spasso per una delle vie dello shopping di Milano: corso Buenos Aires.

stivai

No, non sto iniziando la mia personale digressione su come la gente si ammassi nei negozi in relazione alla tanto proclamata ‘crisi’, semplicemente mi sono rassegnata al fatto che se oggi avessi voluto scrivere un post e se avessi voluto che qualcuno, piu’ del solito, gli dedicasse un po’ d’attenzione, avrei dovuto inserire quelle quattro parole.

Ah sapeste solo quanti luoghi comuni che si sprecano in queste occasioni…diciamo che almeno me ne torno a casa rasserenata, se non altro per avere la fortuna di vivere in modo oggettivo e sociologico attivita’ ‘comuni’ e non sense come lo shopping.

E poi, perche’ no, dandomi anche allo shop emotivo: ‘brillantezza e precisione’, come diceva Beppe Severgnini ne La Lettura di oggi a pag.2. Insomma un po’ di sana emotivita’, mentre ci si guarda attorno e si pensa a cosa davvero conviene e cosa no.

Un paio di vestitini e un cappotto Comptoir des Cotonniers (il mio brand d abbigliamento preferito), qualche super saldo da H&M e Zara e un paio di pensierini per…..segreto! 🙂

A casa ho dovuto, mio malgrado, togliere le decorazioni natalizie e fare qualche pulizia. Ora sono le 23, domani e’ lunedi’ e si torna a lavoro…ora torno tra le righe di Safran Foer…il mio ebook mi dice che mi mancano solo 4 ore di lettura!

Ps: ho sistemato un po’ la mia camera, che ne dite?

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Pps: v ho detto che non ho piu’ internet a casa? Perdonatemi gli errori quindi, scrivo dal cell 🙂

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