Per ora è solo online e aderisce alle regole del market all’interno del quale è stato inserito, però è una bozza, un prototipo, un semino…il semino della mia idea, ecco come lo chiameremo.

La mia idea è molto complessa, per dirla tutta forse non è ben chiara nemmeno a me, quello che so è che è dove mi vedo nel futuro.

Avete presente la famosa domanda da colloquio ‘where do you see yourself in 5/10 years from now?’?

Ecco, I see myself here (ma non ditelo a nessunoooo):

una cittadina, non troppo grande, una Monaco di Baviera. Abbastanza città e abbastanza verde.

Non lontano dal centro, in una via non troppo popolata di negozi, un intrigo di colori attira l’attenzione dei passanti.

Due grandi vetrate svelano un ambiente bianco pieno di giocattoli, libri, pezzi di arredamento, quadretti, penne, quaderni, musica, persone che giocano, scrivono, leggono, tazze di tè, bambini che dipingono attorno ad un lungo tavolo di legno…

Al piano di sopra si intravede uno studio, uno studio strano. Ci sono due  Mac, due ragazze,  una macchina da cucire, la colla, un forno per la ceramica, una cucina, una stampante.

E’ tutto così stonato. Nulla c’entra con nulla, ma c’è tutto ed è tutto così felice.

Le persone dentro sorridono, quelle fuori si sentono escluse.

Quelle fuori vogliono capire di cosa si tratta.

Quelle fuori vogliono entrare.

Quelle fuori entrano e sbirciano.

Vedono articoli in vendita nel concept store, sono tutte cose fatte a mano dalle proprietarie, dai corsisti, dalle collaboratrici e da designer world-wide lei cui cose sono state scoperte in lunghi viaggi o tramite accurate ricerche.

Vedono un elenco di corsi sulla lavagna: corso di cucito, corso di maglieria, corso di ceramica, corso di pittura, corso di yoga. I corsi sono per bambini, per donne e per genitori con bambini. C’è un pannello  su cui si vede la homepage del sito del negozietto (perchè nel mio cuore vorrei che rimanesse sempre un negozietto), tutti i programmi, le scampagnate domenicali e le persone che scambiano corsi di inglese in cambio di baby sitting.

Su una parete leggono la storia del negozio scritta in font ‘American Typewriter’ e la storia inizia così:

‘Quando ancora non credevo che tutto questo un giorno potesse diventare vero, ho aperto un piccolo negozietto online, dove avevo caricato un paio di cosine fatte a mano durante i solitari pomeriggi invernali. Quel giorno lì sperai che avrei iniziato a vendere qualcosina e che questo mi sarebbe bastato per acquisire un altro pò di entusiasmo che potesse portarmi a fare altro.’

Il resto della storia non ve la scrivo. Chissa se la scopriremo mai!

IL MIO NEGOZIETTO

mom-laden

BB7353-001

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