Mi credete che questa settimana ho iniziato 3 diversi post e poi li ho abbandonati?

Ho sempre l’impressione di scrivere cose di cui non frega niente a nessuno.

E poi dovrei imparare a chiudere tutte le altre finestre mentre scrivo.

Maledetto multitasking.

Vero anche che è stata una settimana molto full, domenica scorsa compresa.

Comunque volevo scrivervi un post per dirvi quanto è bello che le persone del bar della MM di Abbiategrasso sorridano sempre la mattina, nonostante tra un caffè e l’altro abbiano a stento il tempo per muoversi.

Volevo anche scrivervi di quanto stia diventando sempre più insopportabile questa attitude italiana così negativa.

‘E’ così e non si può cambiare.’

Già non sopporto quando realmente ci si trova in questa situazione, figuriamoci quando lo sento dire e non è nemmeno vero.

Mi sento di far parte un gregge di pecore che con eccessiva faciloneria avanza impassibile, ‘perché tanto non possiamo fare nulla’.

Sommersi da luoghi comuni che, posto che siano veri, dobbiamo accettare succubi. per forza. A tutti i costi.

Non molto tempo fa mi hanno dato della ‘rivoluzionaria’. In effetti sì, inizio sempre più  a sentirmi così, con i connotati negativi e positivi che il termine porta con sé, ma sicuramente con un’accezione pacifista.

Anche e soprattutto perché se ‘non essere rivoluzionaria’ significa fare le cose perché tutti fanno così, per tutti è così…ecco, non sono proprio io. Non lo sono mai stata. Uffy.

Non è mica facile essere strani eh? Io ve lo dico. Non è una moda. E’ una roba che hai dentro che se cerchi di fare ‘quello che dobbiamo fare perché lo fanno tutti’  bussa in continuazione.

E vi dirò di più. Non sono mica solo  io a essere ‘strana’, anzi lo siamo un pò tutti.

Siamo tutti talmente strani che forse tutto questo è normale.

Quindi facciamocela venire fuori questa voglia di fare, apriamo gli occhi, giriamo senza meta, costruiamo.

Vi prometto che non potrete che essere felici.

Questa settimana ho collegato il mio Pinterest alla mia pagina Facebook , così chi non conoscesse questo nuovo social media possa comunque curiosare tra i miei pin, che non sono altro che foto. E’ il mio strumento d’ispirazione. E più guardi come, più ne trovi.  Si espande come una macchia d’olio sulla creatività del mondo e in quanto tale è per me una quotidiana iniezione di ottimismo.

Io vorrei tanto vivere di sola creatività.

Perché se trasformiamo la nostra vita in un ‘gioco’, allora sì che avremo tutto.

watch.Questa immagine non è mia, ma tratta da uno dei blog che seguo e soprattutto da un bellissimo post. Il blog si chiama Liesl made, lo trovate qui.

Pensavo, ma se scrivessi in inglese?

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