Tornare alla routine sembra essere stato più facile del solito, ma non ho ancora capito se sia un segnale da interpretare positivamente o negativamente.

Che il mio corpo si stia abituando a sottostare alla noia delle giornate pre-programmate è una cosa che non mi piace affatto, anzi. È come una droga: ti assuefà, lo sai, cerchi di evitarla, ma ti senti costretto dentro di essa e farne a meno sarebbe meglio, ma non sai bene bene come iniziare, come fare. E allora ti adagi e ti culli nei tuoi ritmi ripetuti, cercando di riempire al meglio il tuo tempo libero.

E in questi giorni la cosa preziosa è proprio questa, sto riempiendo al meglio questi spazi incontrando vecchi amici, raccontandoci le avventure delle ferie, cucinando cibi sani e fatti in casa.

Svegliarsi con il profumo della torta che ho cucinato ieri sera prima di andare a dormire, mi ha messo di ottimo umore.

Basta un po’ di jazz (Would you like to take a walk? Louis e Ella) e la giornata inizia decisamente in modo diverso. So che è molto più facile a dirsi che, non tanto a farsi, quanto a sentirsi… il buon umore e la positività non possono e non devono essere inventati, ma cercare di metterci in uno stato migliore ci aiuta a essere più propositivi nei confronti di tutto quello che facciamo e di quello che ci piacerebbe realizzare.

Ho eliminato dal telefono tutte le app social: Facebook, Twitter, Linkedin, Goodreads, Mail: tutte quelle con notifiche push noiose che tendiamo a controllare in maniera istintivo-impulsiva e anche un po’ compulsiva. Cerco di passare anche il tempo “vuoto” guardandomi attorno, non immergendo tutto il mio corpo in una tavoletta di 10 x 5 cm.

Un buon libro e un block notes/Moleskine sono più che sufficienti nei nei momenti di pausa più lunghi, come il viaggio in treno. In questo momento sto leggendo The Bastard of Istanbul di Elif Shafak, ma ammetto non mi stia entusiasmando molto. Mentre durante le vacanze ho letto How to kill a Mocking Bird di Harper Lee, un grande classico della letteratura americana e mi è piaciuto davvero molto.

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Sto mangiando in modo sano, a parte nella fascia oraria dell’aperitivo, in cui preferisco godermi un’oretta di tranquillità con gli amici senza dover necessariamente bere acqua frizzante e mangiare gambi di sedano. Un buon rosso con due fette di crudo buono non hanno mai fatto male a nessuno. O almeno credo.

Mi prendo il tempo di guardare fuori dalla finestra, di fare due passi durante le pause, e ascoltare cosa mi passa per la testa e perché.

Non voglio correre, mangiarmi i momenti, divorare il tempo, ritrovandomi solo più vuota.

Sono anche stranamente più silenziosa, ma non infelice, semplicemente con voglia di proteggermi un po’, di ripararmi. Di regalarmi del tempo…

E come se non bastasse sono appena arrivate dritte dritte dagli US quattro confezioni di Yogi Tea tra cui il mio amato Peach Detox. ❤ Thank you Judy!

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La routine non è così male, l’importante è essere consapevoli di dove siamo, cosa facciamo e perché lo stiamo facendo. Sempre.

Happy Friday!

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