Da te non mi aspettavo niente. Cercavo la quiete irruente del mare e il caldo della sabbia delle tue spiaggie, nulla più.

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Appena ti ho conosciuta mi hai fatto venire le lacrime agli occhi.

Mi ricordavi Lei, la mia unica lei. Con quel tuo scodinzolare di strade a strapiombo sul blu, sul silenzio, sul vuoto di potersi finalmente fermare a guardarsi dentro.

Non hai aspettato tanto prima di farti abbracciare, ma so che ci vorrà molto prima di conoscerti per tutta quello che sei. Sei criptica, ma generosa. Non mi lasci senza nulla a chiedermi cosa sei, mi dai molto. Uno spicchio di te alla volta, ti lasci assaporare. Ti lasci annusare, respirare, assaggiare, guardare. Sentire.

Quell’odore di sale e di pesce, di mojo e di mare che non si può fotografare, ma che non si dimentica mai.

Risvegli tutto quello che c’è di assopito in me. Hai toccato angoli che ormai pensavo fossero troppo difficili da raggiungere. Quando ti ho conosciuta e ti ho vista così simile a lei ho pensato, beh facile copiare. Ti ho dato della superficiale.

Non te lo meriti, mi hai insegnato anche questo.

Non ti ho conosciuta per 30 anni, ma lasciandoti per solo due giorni ho sentito la tua assenza. Il vuoto. È mancata quella chimica che ho sentito subito nei tuoi confronti.

E quando sono tornata da te, una sensazione inconfondibile. Rara. Inaspettata.

Casa.

Mi sono sentita a casa.

Grazie cara, a prestissimo.

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