Prosegue la tendenza di rinascita dei mercati coperti. Luoghi per cui Milano non ha mai avuto una grande tradizione (solo 25 contro i 95 scoperti) ma che negli ultimi mesi hanno visto un aumento sia di quantità che di qualità. Stavolta è il momento di Piazza Santa Maria del Suffragio, che affaccia su corso XXII marzo, dove il 15 dicembre è stato inaugurato il Mercato del Suffragio.

Il Comitato che si è occupato della riqualificazione del luogo – abbandonato da oltre una decina di anni – è stato guidato dalla tenacia di Davide Longoni, il più noto panificatore artigianale di Milano, che ha coinvolto produttori, imprenditori e azienda per creare uno spazio che assomiglia più a realtà estere che a equivalenti italiani (escluso forse il Mercato Centrale di Firenze che consiglio a tutti di visitare per poi approfittare degli acquisti culinari e “vinerecci” seduti su qualche muretto in giro per La città).

Aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 23 (la domenica chiude alle 16) escluso il lunedì, l’offerta del Mercato del Suffragio permette di passare agilmente dalla spesa alla cena, passando per pausa pranzo e aperitivo. Tra l’interno e il dehors ci sono 120 coperti, tavoli e sedie da occupare con servizio self-service.

Un luogo piacevole, dall’aria metropolitana ma piuttosto accogliente, che presto ospiterà anche un ciclo di eventi culturali che dovrebbero renderlo ancora più punto di aggregazione. Intanto andiamo a scoprire insieme i quattro corner da cui è composto.

A TUTTO PESCE

Fresco e conservato: nell’angolo di Schooner trovate un banco pescheria curato dalla famiglia Volpe e da Roberto Ghezzi, entrambe di stanza in Toscana. Da comprare – anche lavato, tagliato e sfilettato, se lo preferite – o da mangiare sul posto. Ottima la proposta dei crudi, ma anche i piatti caldi che spaziano da classici come il baccalà in agrodolce al riso venere con frutti di mare. Per chi preferisce spizzicare ci sono ovviamente acciughe, aringhe e altre variazioni sul tema.

SANO È BELLO

Ortogastronomia: così Erika Fumagalli ama definire il suo corner al Mercato, un luogo dove vuole “far conoscere il mondo della natura a 360 gradi. Dimostrando che vegetariano non è necessariamente sinonimo di noioso”. La selezione di ortaggi, frutta fresca e secca, comprende varietà meno diffuse e conosciute (come le carote nere), diversi germogli e tanti superfood – i milanessi gioiranno nel trovare açai, alga spirulina e bacche di goji a prezzi competitivi.
Ortofrutta

Non solo spesa, ovviamente: ogni giorno potete comporre la vostra insalata o scegliere tra i piatti caldi e freddi del giorno, abbinando a centrifughe e frullati (apprezzabile la distinzione fatta tra i due) particolarmente saporiti. Con 8.90 euro per un piatto del giorno o una zuppa più contorno potete assaggiare piatti semplici ma ben fatti come Flan di parmigiano e salsa di pomodoro, Zuppa di patate dolci e verza, Insalata Waldorf.

LA GASTRONOMIA RASSICURANTE

Non ci vorrà molto, probabilmente, per vedere la selezione di salumi e formaggi della Latteria del Mercato assediata dalle sciure milanesi, che spazia dai grandi – come la Macelleria Motta – ai piccoli artigiani e declina i suoi prodotti in focacce, panini del giorno (consiglio vivissimo: se riuscite a intercettare quello con la lingua non lasciatevelo sfuggire) e taglieri.

Per ora la selezione enologica comprende etichette non scontate, di piccoli artigiani e realtà biologiche e biodinamiche, da bere sul momento anche al calice, che a orario aperitivo vengono proposti a 6 euro compresi di assaggini. Milano avrà la meglio o i prezzi resisteranno?

Gelateria

A orario aperitivo, però, potete approfittare anche di Cool. Se l’idea vi sembra quantomeno bizzarra, non avete assaggiato il pane di Longoni insieme a pancetta e gelato al rafano. Per i più conservatori, i gusti dolci della gelateria naturale nata in Brianza offrono gelati a base acqua per intolleranti vegani, con latte di capra, e sapori stagionali come il tiramisù al pane, il panettone, i cachi o la cannella.

NON DI SOLO PANE

E no, ovviamente non poteva mancare un angolo interamente dedicato ai lievitati di Davide Longoni. La formula è la stessa del forno in via Tiraboschi (che quest’anno, tra l’altro, ha reso ancora più “urbano” spostando anche il laboratorio di produzione a Milano): monoporzioni, croissant e torte per la colazione; pane in vendita; focacce e panini per il pranzo.

Pizza

La vera novità è la pizza, che Longoni ammette di aver sempre “avuto paura di proporre” per le difficoltà che comporta. A convincerlo l’incontro con il bravo e giovane Fabio Venturini, che qui prepara una pizza in teglia, “stirata”, e una classica rotonda alla pala. Semplicissimi i gusti, eccellenti gli ingredienti. Ogni mese poi c’è una special: quella di dicembre è baccalà e broccolo romanesco. 

 

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