Ecco, lo ammetto.

È molto bello avere buone abitudini e routine salutari. Prenderci cura di noi stessi e cercare di portare con noi quanti più rituali di benessere conosciamo, ma è altrettanto importante essere pronti a decostruire questo mondo.

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Non dobbiamo diventare control freak, cerchiamo di incorporare le buone abitudini, ma non facciamo prenderci dal panico quando le cose non vanno come ce lo aspettavamo (e poi, magari cerchiamo di imparare anche a non aspettarci che le cose vadano in un modo o in un altro).

Quindi niente, ammetto che sono 3 ore in ritardo sulla mia tabella di marcia perchè sono stata due ore al telefono con la mia migliore amica di Udine. Ci vediamo 2-3 volte l’anno a dir tanto, ci sentiamo quotidianamente con sms e mail (ho disattivato anche Whatsapp: che gioia!), ma una bella chiacchierata arriva solo una volta al mese. E lì per me è importante dire, ok, è vero, avevo delle cose da fare, ma certe cose possono arrivare per ultime, ma essere più importanti di tutto il resto.

Lei è tra queste. perché sì, vogliamoci bene, l’amor proprio, un po’ di sano egoismo e le nostre priorità, ma non dimentichiamoci delle persone a cui vogliamo bene e con cui stiamo bene insieme. Non dimentichiamocene mai. Per loro e per noi, per la relazione e quello che ne deriva.

Quindi sì, sono in ritardo e soprattutto ho stravolto completamente la mia idea di post. Volevo parlarvi di quando ci si sveglia svogliati, appesantiti dall’idea di dover andare a lavoro, come reagire e come far trasparire un raggio di sole (dentro e fuori) anche nelle giornate in cui sembra che non sia proprio possibile.

E invece alla fine vi parlo volentieri di come sia bello poter decostruire, poter infrangere le regole, non avere un eccessivo controllo, lasciarsi andare per godersi le cose belle e inaspettate.

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Spesso ci troviamo davanti a mille cose da fare, cose giuste, cose salutari, cose che fanno bene. Tutti dispensano consigli e noi ci troviamo continuamente a chiederci chi vorremmo essere, cosa vorremmo fare e che tipo di esperienze ci piacerebbe accumulare nella nostra vita. Ci viene chiesto di usare la nostra immaginazione per crearci il futuro nel quale ci piacerebbe vivere.

Credo che solo connettendoci ad un’autentica visione che potremmo accedere al nostro vero potenziale.

Ma questo porta a una domanda inevitabile: come possiamo abbracciare un’intenzione senza cadere nella trappola dell’attaccamento? Del controllo?

Sono termini e quesiti molto forti. Tutti questi consigli, meditazione, mantra, insegnanti yoga da seguire e cibi da mangiare. Come non incappare nell’attaccarsi a qualcuno o a qualcosa per smettere di pensare ai nostri pensieri? Seguire un’insegnante, una religione, una setta, e fare tutto ciò che ci viene detto di fare significa essere manipolati e non trovare lo spazio per fare entrare NOI STESSI e i nostri desideri.

È molto importante tenere presente tutto questo e osservare quello che succede.

Una breve storia. Due uomini giocano a tennis. Il primo si impegna diligentemente per far funzionare il gioco e decidere come farlo funzionare, giocava forte ma continuava a perdere molti punti, senza capire cosa non andasse. Il secondo giocava in modo rilassato, lasciando che le cose andassero da sole e che lui trovasse il suo divertimento all’interno degli avvenimenti; stava incorporando consapevolezza e seguendo la sua intenzione di gioco, divertimento. È entrato nel campo sapendo chi fosse e cosa avrebbe voluto fare, ma poi si è goduto il tutto in un clima disteso e rilassato, trovando nel gioco la stessa sensazione di abbandono che ha un fiume quando sfocia in un oceano.

Lo yoga ci chiede di entrare nella nostra vita proprio come questo secondo uomo, avendo ben chiaro chi vorremmo essere e che esperienza vorremmo avere, ma avendo estrema fiducia e lasciando scorrere le cose mentre la vita si “svolge” davanti a noi.

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