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Di primo acchito lo yoga sembra molto semplice. Srotola il tappetino, fai un po’ di streching e respira. Ma appena inizi ad addentrarti di più nella pratica (sì, è proprio una pratica), inizierete a realizzare che c’è molto più nello yoga, molto più che fare strane forme con il vostro corpo. Ma non preoccupatevi, alla fine è solo un fantastico viaggio zen. Vediamo insieme alcune cose che vi aiuteranno a non temere lo yoga e la sua pratica, soprattutto quando siete alle prime armi.

1. Non è “Esercizi di Flessibilità”
Nonostante le foto che vedete in giro tra giornali, Fb e Instagram, yoga non è essere un bretzel umano (il famoso pane tedesco, espressione che viene usata in americano per riferirsi a persone particolarmente flessibili). In realtà, focalizzarsi solo sulla flessibilità può portare a infortuni e minare la vostra condizione fisica. Non solo molte delle posizioni che vedete in giro potrebbero non essere alla vostra portata, anche solo per ragioni strutturali, magari anche certe rigidità sono necessarie al vostro corpo per sostenere certi muscoli o certi tipi di prestazioni sportive, per chi di voi fa altri sport. “Invece di cercare di essere il più flessibile possibile, cercate un sano equilibrio tra forza e flessibilità” dice Sage Rountree, yoga instructor, coach di triathlon e running coach, e autrice di Everyday Yoga.

2. Non arrendetevi dopo la prima lezione!
Mentre tutti i tipi di yoga sembrano uguali, sappiate che non è così. Dall’Ashtanga al Bikram, dal Vinyasa all’Iyengar, ogni tipo di yoga ha il suo personale sapore. Potrebbe non piacervi ogni tipo di yoga, o non trovarvi con tutti gli insegnanti e questo è assolutamente normale, anzi. Molte persone fanno un solo tentativo, dicono che lo yoga non è per loro e abbandonano, quando invece là fuori è pieno di opzioni e variabili da considerare. Non stufatevi di cercare il tipo di yoga che fa per voi, ed è così che finirete per innamorarvi!

3. Lavorate sulle basi
Proprio come non partecipereste ad una maratona senza una buona preparazione, dovreste focalizzarvi sulle posizioni fondamentali dello yoga quando iniziate il viaggio attraverso lo yoga. Il cane a testa in giù, cobra, guerriero I e II, la posizione della sedia, ma anche la montagna, la corretta posizione delle mani, retroversione del bacino, spalle morbide e scapole vicine, … Queste vi daranno una base forte e sicura da cui poi partire per costruire la vostra pratica. “Vorrei aver pasato molto più tempo a lavorare sulle basi, che a fare volteggi sul tappetino” afferma Schuyler Grant, co-creator del Wanderlust Festival e direttore del Kula Yoga Project. Non imbarazzatevi! Tutti sono stati dei principianti in un momento o in un altro della loro vita. No abbiate paura di fare qualsiasi domanda al vostro insegnante!

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4. Vi sentirete totalmente confusi!
Quando si inizia yoga è comune provare un gran senso di confusione: coordinazione, respiro, posizioni che il nostro corpo non ha nemmeno mai pensato e un insegnante che dice cose in lingue strane o che parla di parti del corpo che non sapremmo dove collocare. È normale sentirsi smarriti. “Essere confusi all’inizio di una disciplina non ci deve fare sentire individui deboli e smarriti, è parte del normale, naturale e soprattutto necessario processo di apprendimento, anche definito dagli studiosi come learning curve”, come afferma uno dei miei yoga instructor preferiti, Jason Crandell. “Quando cominci ad attraversare quella confusione iniziale e cominciate a stabilire solide basi, la pratica inizierà ad andare velocemente al suo posto, facendovi rilassare e godere a pieno dei benefici.”

5. Non sottostimate le classi di slow e gentle yoga.
È sin troppo facile assumere che le lezioni di yoga più lenta siano troppo basiche e non adatte a noi sportivi, non credete? Che voi siate nuovi nella disciplina o degli yogini in uno stadio avanzato, potrete trarre un grande e soprattutto diverso beneficio da una pratica più lenta, più statica. “Le classi di Gentle Yoga non sono noiose”, afferma Rountree. “Se la pensate così, probabilmente non state facendo abbastanza attenzione. Anzi, più avanzata è la vostra pratica, più dovreste essere in grado di muovere respiro ed energia in modo sottile nel vostro corpo, traendone un grandissimo beneficio, anche nelle posizioni più semplici” ❤

 

6. Cercate i benefici anche al di fuori del tappetino.
“Vorrei aver imparato il potere dello yoga per calmare rabbia e impulsività. Mi avrebbe davvero aiutata nelle situazioni quotidiane, come guidare nel traffico del New Jersey!” afferma Kathryn Budig, super popular yoga teacher e autrice di Aim True (che uscirà a marzo 2016). È vero, lo yoga non solo renderà la vostra mente più flessibile, am aumenterò le vostre capacità di concentrazione. “Lo yoga mi ha insegnato a fare un passo indietro ed osservare, invece di rispondere con reazioni e decisioni impulsive. Mi ha dato gli strumenti per vedere ed eslorare tutto da diverse prospettive.”

7. Scegli un tappetino che vada bene per le tue esigenze.
Ne abbiamo già parlato qui... sappiamo che per fare yoga l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è un tappetino, ma forse è meglio riferirsi a Il Tappetino. Sì, è davvero importante trovare quello giusto! “Ho iniziato a praticare yoga dinamico/power yoga e sudando è stato davvero difficile non scivolare e trovare la mia concentrazione”, dice Jake Ferree . “Fino a quando ho trovato un tappetino della mia misura che mi permettesse di non scivolare  e la pratica è diventata molto più radicata, non perdevo la concentrazione, sia fisicamente che mentalmente.”

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8. Non usate lo yoga per fuggire.
Spesso è più forte di noi. Siamo stressati e vogliamo trovare un po’ di pace, pensiamo subito a srotolare il nostro tappetino per staccare. “Not so fast” dice Amy Ippoliti. “Lo Yoga con è una scappatoio. Non sei qui per scappare alle difficoltà e all’intensità del mondo. È l’opposto! Sei qui per agganciarti, abbracciare e ricevere tutto cioò che il mondo ti sta offrendo. Tutto.” Lo yoga vi insegnerà a fare questo, nel bene e nel male, in modo da sintonizzarvi e con ciò che c’è, senza scappare e senza ingnorare, ma ascoltando, attraversando la vita, cercando di capirne la natura intrinseca.

 

 

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