Nell’antichità lo yoga veniva trasmesso da Guru a discepolo attraverso ricchi insegnamenti costanti. Un discepolo chiedeva al Guru se potesse seguirlo, aspettava giorni, mesi  e poi, forse, il Guru gli diceva sì e iniziava una quotidiana scuola di vita.

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Il tutto era, in poche parole, “gratuito”, anche se in realtà il discepolo diventava anche un aiutante a tutti gli effetti, servendo il Guru nelle faccende domestiche, nelle trascrizioni degli scritti, nell’approvvigionamento, etc…

Oggi i tempi, e anche i luoghi, sono cambiati!

Ciononostante c’è ancora chi, tra USA e Australia, prova a trasmettere l’antica disciplina dello yoga in modo gratuito, chiedendo un’offerta libera. Questa parola in Italia ha un significato davvero buffo, e la prima volta che ho invitato le persone a una pratica yoga a offerta libera, in inglese Donation Based Yoga, su 60 partecipanti ho rinvenuto una sola banconota… in poche parole solo una persona ha pensato che quella classe, quella persona, quel lavoro meritasse un “contributo”.

Beh, per quanto io debba ammettere che insegnare yoga sia un mestiere fantastico, nel mio caso una vera e propria benedizione, è pur sempre un lavoro e come tale richiede studio, aggiornamento, sacrifici, costanza, impegno, passione…

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Quindi sì, che ci crediate o no, negli Stati Uniti ci sono intere scuole yoga che si sostengono solo con le donazioni dei propri studenti, seguaci, sostenitori. La donazione si basa su diversi principi, a partire dal feeling che ognuno ha nei confronti della pratica, dell’insegnante e anche sulla base delle possibilità che ognuno ha. A San Francisco un noto insegnante riceveva anche cesti di frutta e verdura da agricoltori, c’era chi portava piccoli doni, chi sentiva di voler manifestare la propria gratitudine in diversi modi.

Quando a Santa Monica frequentavo le lezioni di Power Yoga di Bryan Kest, al termine della lezione ci trovavamo tutti in una lunga fila a mettere le donazioni all’interno di una cassetta di legno. Non erano poche le volte in cui si vedevano persone mettere anche fino a 100$! Sembra incredibile vero?

Magari qualcuno di voi, così come qualcuno dei miei amici, ha storto il naso questa estate leggendo “offerta libera consigliata 10 Euro”…. “ma se è un’offerta libera, non puoi chiedere 10 Euro!” …infatti no! Resta un’offerta libera, c’è una scatola che nessuno osserva e che si può sempre scegliere di non riempire, così come si può scegliere di riempire di più. Ho solo pensato, immaginato, che qualcuno potesse chiedersi quanto possa essere un’offerta in queste occasioni. Beh, non credo che esista una quantificazione del lavoro altrui, soprattutto in un mestiere che più che un “lavoro” vero e proprio è una missione, ma mi sono sentita di dare un suggerimento basandomi sul costo di una lezione di yoga nel milanese (dai 20 ai 25 euro), considerando le differenti circostanze, il contesto socio culturale etc, ma mi raccomando: sentitevi liberi, “FREE”!

Detto questo, visto che penso di essermi dilungata a sufficienza, sono stufa di sentir dire “in Italia una scuola Donation Based non potrebbe mai esistere”… ed è così che ho pensato ad un nuovo progetto per questo 2017.

***—> Un sabato mattina al mese, al Centro Danza e Movimento di Lecco ci sarà una lezione “DONATION BASED YOGA”: ogni volta una pratica differente, dallo yoga dinamico, alla meditazione, passando per la teoria dello yoga, diverse discipline, magari anche diversi insegnanti, con accompagnamenti musicali particolari, ospiti, e chi più ne ha più ne metta… che significa che se avete qualche idea, sarò più che felice di ascoltarvi e cercare di organizzare qualche nuovo appuntamento e con l’arrivo della bella stagione, “Donation Based Yoga” si allargherà anche a laghi e monti! <— ***

Il primo appuntamento sarà sabato 4 febbraio mattina: LINK EVENTO FACEBOOK!

Io sono super entusiasta, e voi? Volete aiutarmi ad abbattere questi luoghi comuni sugli italiani?

Vi aspettooooooooooooooo!

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CHANGE COMES FROM WITHIN!

 

 

 

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