Sono MESI, non giorni, MESI che voglio scrivere… ho così tante cose che voglio raccontarvi, non da ultimi il mio viaggio tra Londra e Copenhagen. Yoga e Vita.

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In particolare nella mia “vacanza-studio” di Londra c’è stato modo di confrontarsi moltissimo su come Yoga e Social Media possono trovarsi, se possono trovarsi e se lo fanno come se ne può parlare, dove è giusto farlo e soprattutto come.

È stato più facile per  me, in un contesto di scambio così ampio rivedere, affinare ed elaborare il mio punto di vista.

Dopo l’incontro con Jason Crandell, insegnante con grande esperienza, sento che la mia esperienza nello yoga sta evolvendo, crescendo, aumenta lo studio, la voglia di approfondimento. Se ne avete voglia, qui potete approfondire la sua “conoscenza”, la vostra conoscenza in campo di yoga, soprattutto in merito ad anatomia e sequenziare nella pratica dello yoga.

E poi, un’esplosione di vita a Copenhagen. Il primo giorno, sola, ho camminato per 23 km in lungo e in largo perdendomi tra persone, cultura, design, alimentazione, DIY (Do it yourself, l’arte del fai da te)!

E poi, una settimana a letto con l’influenza… anche da quello si impara molto. Il freno che il nostro corpo ci impone, non a caso… mai a caso. C’è così tanto da imparare, così tanto su cui riflettere, ogni giorno… da ogni singola esperienza.

Il mese di aprile sarà ricco di incontri, a partire dal corso di yoga in gravidanza, i tre workshop di vinyasa con focus su braccia, backbending e inversioni, una masterclass all’aperto, la prima di una lunga serie, ai Piani Resinelli.

Selena, praticante a Lecco, mi manda una bellissima foto di una illustratrice messicana… mi viene in mente una piccola riflessione:

c’è qualche posizione che provo da molto tempo e non riesco proprio a fare? Voglio continuare ad allenarmi intensamente per riuscirci? Sì, forse sì.. MA… non è detto che questa riesca a portarmi alla posizione o che questo sia salutare e corretto per il mio corpo! Anzi, forse non è proprio appropriato per il mio corpo continuare a forzarlo in una direzione in cui sembra non volere andare.

Sì, per lo più siamo ostinati e cocciuti, molto guidati dal nostro ego e dalla nostra competitività. Ma c’è una cosa che dobbiamo tener ben presente, ciò che pratichiamo a yoga, ciò che ripetiamo costantemente, sono anche le stesse cose che ripetiamo nella vita di tutti i giorni.

Se continuiamo a imporci standard molto, troppo alti senza riuscire a lasciare andare l’aspettativa che abbiamo di noi stessi, ci ritroveremo a replicare queste dinamiche anche nella vita di tutti i giorni trovandoci intrappolati in una catena di “chiederci sempre di più” e chiederlo anche a coloro che ci circondano. E sapete questo cosa crea?

Frustrazione. Intolleranza. Sofferenza.

Ok, non saremo mai tutti super fancy come le foto che troviamo ovunque tra Instagram, giornali, Facebook. Facciamo una cosa davvero UNCONVENTIONAL: “lasciamo andare!”. Lasciamo andare questo attaccamento al risultato, all’immagine, all’apparenza per sentire cosa vuole il nostro corpo, quando. Lo facciamo nelle posizioni yoga con la grande consapevolezza che questo avrà grandi ripercussioni anche nella vita di tutti i giorni!

BIG TAKEAWAY di oggi? Non tutte le posizioni yoga sono per tutti, è così e va benissimo. Ci e ti vogliamo bene lo stesso 🙂

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