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California

Community garden.

Bene…ora la domanda è: avete mai sentito parlare di community garden?

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No, non è l’ennesima trovata hipster di Milano… è l’ennesima trovata hipster di Los Angeles…dove però i ‘veri’ abbracciano il green con del sentimento…o almeno, questo è quello che penso io dopo essermi fatta raccontare da un’amica di un’amica di cosa si trattasse e come funzionasse.

(Nella mia testa) è tutto iniziato un paio di anni fa quando a Venice passavo continuamente davanti a un campo coltivato, nel bel mezzo della cittadina. Un enorme striscione invitava le persone a telefonare o visitare il sito: diciamo che il sito, un po’ scarno, non ha dissipato i miei dubbi.

Così mi sono fatta un’idea un po’ mia, che fino a pochi giorni fa, quando ho visto le foto nel post di Elena, è caduta nell’oblio.

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Ho subito scritto a Elena per saperne di più e mi ha messa in contatto con Willow (la ragazza nella foto) che mi ha raccontato quanto segue in merito al community garden di Emerson Avenue.

Il community garden di Emerson Ave, dove lei possiede il suo lotto personale, una volta era un lot, un appezzamento di terra, inutilizzato adiacente a una scuola. Un gruppo di persone della comunità e del quartiere si sono riunite e hanno messo insieme un piano per convertire il tutto in un orto comunitario e, insieme alla scuola, sono riusciti a ‘make it happen’.

È così che hanno formato una organizzazione non-profit e hanno cercato e fatto richiesta per diverse sovvenzioni: borse di studio provenienti da aziende, sovvenzioni  da parte di comunità locali e altri di gruppi e organizzazione cittadina. Nel corso degli ultimi tre anni questo gruppo di volontari, in continua espansione, ha eliminato dai lotti sacchi e sacchi di spazzatura e detriti, ha irrigato il suolo, costruito recinzioni e staccionate, etc…

3Il terreno è ora suddivis= in diverse aree. Vi è un giardino dedicato agli allievi della scuola al fine di insegnare ai ragazzi come coltivare il cibo, istruirli sulla nutrizione, trasmettere le diverse proprietà degli alimenti, etc… Oltre a questa sezione ‘scolastica’ vi sono 38 lotti privati per i membri della comunità: all’interno di questi vi sono diversi alberi da frutto , una sezione di piante autoctone della California, ortaggi, verdure, …

I lotti vengono assegnati tramite sorteggio. Ogni voce è ponderata: si ottiengono più possibilità se si è residenti in città , se si è volontario al giardino e/o se si vive in una casa senza un giardino.
Una volta che i lotti sono assegnati , si paga una quota annuale per ogni lotto, che si aggira attorno ai 100$  l’ anno, che copre il costo dell’acqua. Il giardino della comunità di cui Willow fa parte è indicato per la coltivazione di ‘cibo’, per questo si richiede che almeno l’80 % dell’appezzamento di ognuno venga utilizzato per la coltivazione di prodotti alimentari . È inoltre necessario far crescere alcune cose che attirano gli insetti benefici . Ci sono anche le restrizioni su alcune tipologie di piante che si diffondono rapidamente. Mantenere il lotto personale in buono stato di manutenzione (almeno per la maggior parte) è d’obbligo, vi sono un certo numero di ore annuali in cui si deve prestare volontariato all’interno del giardino.

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Willow inoltre mi racconta che nel loro giardino c’è una forte dimensione comunitaria: innanzitutto il rapporto con la scuola, che lega il giardino ai corsi di scienze. In secondo luogo, solo per il fatto di essere nel giardino, si incontrano molte altre persone che coltivano i loro giardini, collaborano e condividono cibo, sementi, consigli e idee. Infine, il giardino fa molto per la comunità e il vicinato in generale: lezioni di giardinaggio aperte al pubblico, ‘Storytime’ in giardino per bambini, la festa del raccolto, ecc

Due giorni al mese, c’è una giornata di volontariato per la comunità comunità dove chiunque può partecupare per migliorare e lavorare nelle aree aperte del giardino, tra cui il giardino degli studenti.

In certe occasioni alcuni musicisti si sono offerti volontariamente per accompagnare le nostre ore di giardinaggio… ‘Addirittura una volta hanno suonato una tuba: davvero strano, ma molto divertente!’ racconta Willow.

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Che ci sia ‘spazio’ per pensare a qualcosa del genere a Milano?

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LA. again.

500: l’America che apprezza

 

La Fiat 500 ha una lunga storia che attraversa le generazioni e che attraversa gli oceani. Un particolare Fiat, una Fiat 500D, si è fatto strada nel corso degli ultimi 49 anni per finire tra le mani di Annetta Calisi. Dopo essere arrivata negli States, pezzo dopo pezzo, è stato meticolosamente restaurata giorno dopo giorno per un periodo di quattro mesi. Annetta e la sua Fiat, Luigi, non potevano essere una coppia migliore, e le linee tra il passato e il presente dissolvono mentre entrambi vestono la parte per ogni piccolo viaggio che condividono.

Drive Tastefully.

by Petrolicious Productions

www.petrolicious.com

Oh, Franco. Grazie.

Non sono mai riuscito, geneticamente credo, non so bene, non è un problema di cultura o di educazione, a stare dentro nessuno schema, nessuna ideologia, nessuna categoria, nessun ruolo, nessuna appartenenza, nessuna professione, niente di specifico. Mescolare la cose tra di loro mi è sempre sembrata la cosa più facile.

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Ted x Ied, Franco Bolelli.

(Click on the foto to watch the video)

Vegas two times.

Nonostante questo weekend sia stato oltremodo ‘impegnativo’ ho trovato i soliti 15/30 minuti da dedicare quotidianamente a ‘Internazionale‘, famosa rivista italiana d’informazione che pubblica settimanalmente ‘il meglio dei giornali di tutto il mondo’. Inoltre, parallelamente al lavoro della rivista, Internazionale pubblica tramite la propria casa editrice Fusi orari una serie di libri che spaziano tra reportage, saggi, narrativa, testimonianze, immagini e fumetti.

E così, mentre leggevo la mia sezione preferita, ovvero quella dedicata ai viaggi, ho trovato questo:

photo (3)Ho pensato che a Las Vegas ci sono stata ben due volte, che ho girato la zona circostante, ma che probabilmente non ho mai scritto un post ‘come si deve’.

Non che io ora mi reputi all’altezza di farlo, ma almeno posso fornire un pò di dettagli in merito.

Chi visita Las Vegas di solito è interessato alla famosa ‘strip’, ovvero il lungo viale gremito di frequentatori di casinò, locali notturni, artisti di strada e modelle con succinti abiti molto appariscenti. Se vi state chiedendo come un abito succinto possa essere appariscente…ecco qua:

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Comunque sia, non appena inizierete a progettare il vostro primo viaggio verso la città più luminosa del mondo, non considererete la parte esterna alla strip, a me nota solo grazie alle parole di Andre Agassi in ‘Open’, qualche puntata di CSI e la breve ricerca di un medico e di un posto per fare una colazione un pò più tranquilla e cheap. Beh, se doveste averne il tempo vi consiglio di fare un giro e soprattutto di visitare old town, dove, oltre a trovare i locali più autentici, avrete molte più possibilità di incontrare la Dea Fortuna.

I locali di old town sono particolarmente affascinanti poiché si respira a pieni polmoni la vecchia allure caratteristica di un’america che non si può vedere più, se non in vecchi film. Un’america ricca, piena di gentlemen alla ‘mad men’ che, circondati da donne, riversano tutti i loro quattrini sui tavoli da gioco. Le croupier non sono più tanto giovani, nè tanto affascinanti ma trasudano storia, anzi storie; tante di quelle storie che nemmeno le possiamo immaginare.

Ma torniamo alla famigerata strip. Che arriviate in aereo o in macchina la prima cosa che vedrete è un’aura di luci che avvolge la città, come se fosse una cupola proiettata con i vecchi fari delle discoteche anni ’70, ma non vi preoccupate, nulla di così scadente…è solo che siete ancora a 100 km di distanza, quindi tutto ciò che vedrete per ora è quello. Di certo se viaggiate in macchina il tutto è molto più appealing perché Las Vegas è completamente circondata dal deserto e soprattutto perchè al vostro arrivo potrete vedere la storica insegna:

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Mi raccomando date un’occhio alle temperature: d’inverno è facile trovarla innevata e d’estate si toccano facilmente i 45°-50° Celsius. Proprio per questa ragione tutti gli alberghi, contenenti i grandi casino, sono collegati tramite passaggi condizionati…sotterranei o sopraelevati. Quelli che collegano un lato della strada all’altro vi permetteranno di avere una completa view della strip e la foto ricordo è un must.

Purtroppo secondo me, dopo aver visto ‘Una notte da leoni’ (‘Hangover’ in inglese, che è il termine usato per indicare il mal di testa da post-sbornia), visitare Las Vegas può essere un pò deludente. Diciamo che per visitare la Las Vegas di un certo tipo bisogna avere le conoscenze giuste, di quelle che sciabolano bottiglie di ottimo champagne a manetta, come se non ci fosse un domani e le cui feste finiscono in private suite con galline starnazzanti..e quello che abbiamo visto tutti sul grande schermo. L’impressione che avrete invece è quella di una Riccione affollata nel giorno di ferragosto. Gli americani che vi si recano festeggiano fino a disintegrarsi, i cocktail iniziano a girare nelle piscine degli alberghi già verso le 13 del pomeriggio ed è assolutamente normale vedere ragazze uscire tutte in ghingheri che tornato scalze, con i tacchi in mano, i capelli mal ridotti e il trucco fino alle ginocchia.

Quando cercherete l’alloggio adatto alla vostra vacanza vi cosiglio caldamente di non scartare i famosi hotel: Caesar palace, Famingo, Venetian, Mandalay bay, Bellagio, Cosmopolitan,… su internet potrete beneficiare di ottime offerte e trovare prezzi decisamente abbordabili! Inoltre ricordate che in america una camera doppia con letti separati non ha due singoli, bensì due matrimoniali e nella gran parte degli alberghi in tutti gli Stati Uniti non fanno mai problemi, di certo non ve li faranno a Las Vegas dove per ogni hotel ci sono miliardi di persone che vanno ovunque. Quindi se siete in quattro amici: approfittatene.

Se volete fare una cosa un pò più tranquilla…non andate a Las Vegas, ma se volete proprio andare a Las Vegas e provare a fare una cosa più tranquilla andate al Mandalay Bay, è all’inizio della Strip, un pò più signorile, ma abbastanza moderno, non con vecchi stili italiani che riprendono l’epoca di Cesare al Caesar, la Venezia della Serenissima nell’omonimo hotel o lo sfarzo pomposo delle Signorie al Bellagio, un pò kitsch per noi italiani. MGM è uno dei più divertenti, con tantissimi spettacoli tra cui il Cirque du soleil, la gabbia con i leoni e i concerti di David Guetta alla domenica pomeriggio in piscina! Forse il più divertente è il New York New York, con tanto di divertentissime montagne russe incorporate, greenwich village riprodotto e immancabile ponte di Brooklyn.

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Per mangiare inutile dirvi che i fast food di bassa-media e infine alta qualità non mancano affatto, così come non manca il cibo messicano. Ricordo di aver mangiato dell’ottimo pesce fritto nel ‘finto’ Greenwich village del New York New York e di aver fatto un’ottima colazione al Mandalay bay. Un posto molto carino con del cibo gradevole è senza dubbio il Mandarin Bar, decisamente piacevole soprattutto per l’incredibile vista. Tra gli americani decisamente buono The cheesecake factory, ovviamente una catena, comunque ottimo per il brunch . Frutta, pankakes, uova, bacon, tutto abbondante, tutto freschissimo e il tutto, essendomi svegliata alle 13, allegramente accompagnato da un ottimo cocktail alla frutta, ovviamente alcolico. Poi tranquilli, passerete il pomeriggio in acqua in ammollo poiché non c’e’ speranza di riuscire a stare sotto al sole se non in costosissimi lettini dotati di spruzza-pioggerellina.

La camera del Mandalay era molto grande, carina e sobra, l’albergo è un pò decentrato, ma sicuramente fornito di ogni confort. Ci sono stata a giugno del 2011 per festeggiare la mia laurea americana. Sono tornata a Vegas a metà luglio, con tre dei miei migliori amici che erano venuti a trovarmi (vivevo in California al tempo) e abbiamo alloggiato al Cosmopolitan: l’hotel più nuovo, iper moderno, molto confortevole situato al centro della Strip molto vicino al celebre Bellagio. In quattro abbiamo preso una doppia con letti separati e abbiamo speso lì ben 3 giorni…ah, che fatica! 🙂 L’albergo è decisamente uno tra i più giovani e oltre ad una stupenda piscina su terrazza ospita una delle più famose discoteche della strip: il Marquee.

Insomma, dopo alcune ore in piscina, due passi attraverso i diversi casinò, un giro sulle montagne russe e la giostra della morte per gli amanti del pericolo si saranno fatte le 20, l’ora giusta per andare di fronte al Bellagio ad ammirare l’ormai noto spettacolo delle fontane (cliccate sull’immagine per vedere un video amatoriale):

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Scusate se la foto è un pò kitsch, ma è di Las Vegas che stiamo parlando…

Prima di concludere vorrei parlarvi di quella che secondo me è l’attrazione più divertente di Vegas, subito prima delle famose cappelle per matrimoni improvvisati. Poco fuori dalla città infatti c’è il ‘cimitero delle insegne morte‘, ovvero le storiche insegne di Vegas ormai rotte o sostituite, tutte parcheggiate all’interno di un immenso spazio:

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Se siete temerari fate un saltino quando inizia l’imbrunire, prima che chiudano, vi sembrerà che Grissom (CSI) stia per spuntare da un momento all’altro…

L’Internazionale parlava anche di libri, temo che i miei non siano proprio i consigli più azzeccati per loro, ma potrebbero esserlo per voi: del primo ne ho già a lungo parlato ed è ‘Open‘ del tennista Agassi, nato e cresciuto nella cittadina di Las Vegas, quella normale, il secondo che vi consiglio l’ho letto mentre ero in California ed è il divertente ‘Paura e disgusto a Las Vegas. Purtroppo non ne conosco altri, ma mi piacerebbe saperne di più di questa incredibile città difficile da spiegare alla parte razionale del nostro cervello.

Che altro, se state per partire ricordate…’ WHAT HAPPENS IN VEGAS, STAYS IN VEGAS!’

Things to do in Venice beach (finchè non mi decido a scrivervelo bene vi posto cosa ho scritto a un amico)

Cena:

– Venice su Abbot Kinney blvd: http://www.gjelina.com/

Locali:
– birra (mille tipi & locale carino): http://www.theotheroom.com/
– risto & drinks Chaya, Venice, main street:  http://www.thechaya.com/venice/
Shopping:
tutti i negozietti di Abbot Kinney e Main st a Venice e la 3rd Promenade per i marchi classici a Santa Monica
Colazione o brunch domenicale:
– Urth’s cafe main street http://www.urthcaffe.com/
– Omelette’s Parlor http://theomeletteparlor.com/
Caffè:
– Intelligentsia coffee, caratteristico del posto http://www.intelligentsiacoffee.com/
Viaggio notturno per downtown LA (ricorda un pò il film ‘Collateral’ con Tom Cruise):
-passa davanti al Walt Disney Music Hall
Come vedi tutti i locali/ristoranti e negozi carini sono tra Abbott Kinney blvd e Main street. Fai un giro sul boardwalk (lungo mare), caratteristico di Venice beach e sul porto di Santa Monica (pier, quello della ruota panoramica).
PS: è un vero e proprio incanto Whole foods di Venice beach, su Rose & Lincoln! Imperdibile, anche per vedere la gente del posto (locals).
e per i VEGETARIANS/VEGANS:

Real food daily RFD a santa monica non potete perderlo total vegan!!! Fanno tutto!!! Ce ne sono 3/4 in tutta los angeles

Juliano raw santa monica

Veggie grill fast food vegano santa monica

Rawvolution fantastico vegan tutto crudo! Pesto alle macademian nuts imperdibile: una crema

Hama sushi venice

Tradizionale colazione al rose cafe a venice: locale storico

Il miglior caffe’ a Venice si chiama Cielo (stile starbucks ma qualita’ nettamente migliore) o Intelligentsia, tipico del posto.

Se passate da Culver city in piazza ci sono un sacco di ristorantini carini.

A Venice beach c’e’ un thai Brutto come la fame fove personalmente ho mangiato benissimo e costa davvero poco: all’incrocio tra lincoln e washington: una casetta bianca di 10×15 m con insegna orribile ( vedo se trovo una foto). Anche per asporto.

San Francisco:

Foreign Cinema ristorante bellissimo da andare di sera con proiezione film sulla parete o brunch domenicale

Kokkari ristorante greco bellissimo si mangia mediterraneo davvero imperdibile

Quando non sapete dove mangiare scegliete messicano, ha alternative veggie ed e’ il cibo ‘americano’ meno peggio 🙂

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