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Milano Food Week

Ecco una cosa che non faccio mai, ovvero parlarvi degli eventi in anticipo.

Sono sicura che apprezzerete, soprattutto coloro i quali, a Milano, o nelle immediate vicinanze, riusciranno a partecipare.

Dal 17 al 25 maggio, in varie zone/locali di Milano, si terrà la Milano Food Week: 9 giorni di food no-stop con tantissimi eventi in città!

Evento giunto alla quinta edizione, quest’anno cercherà di che replicare il grande successo del 2012 con più di 150 eventi sparsi per la città. Milano Food Week nasce grazie ai Milano Food Lovers.

Un modo interessante di guardare come il cibo venga interpretato attraverso il design. Sarà una settimana piena di iniziative che variano dagli spettacoli degli chef stellati a flash mob, guerilla senza dimenticare gli chef emergenti.

Un calendario ricchissimo di eventi animerà Milano per nove giorni all’insegna del food entertainment. La Milano Food Week apreirà le danze durante il Food Revolution Day, la giornata mondiale promossa dallo chef inglese Jamie Oliver nel nome della cultura alimentare.

Tra i vari eventi che vorrei segnalarvi:

17 maggio: FRANCESCHETTA58 A BRERA

22 maggio: CIBO E PENNELLO. OPERE SUL TEMA DELLA TAVOLA NELLE COLLEZIONI MILANESI.

Ogni giorno alle 19: MILANO DALL’ALTO

23 maggio: APERITIVO JAZZ/ARCO DELLA PACE

25 maggio: BISTRAW, CUCINA VEGAN CRUDISTA

25 maggio: IRANIAN FOOD, su prenotazione

25 maggio: DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI BIO VEGANI, BioMi

Ma gli eventi sono tanterrimi per cui consultate bene il sito e cercate di vedere il più possibile!

Milano quando è così è davvero speciale.

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Weekend #2

Come promesso proseguo nel racconto del weekend friulano. Cercherò di ridurre il ‘diario’ e di focalizzarmi di più su quelle che possono essere le idee condivisibili, che possono interessare anche voi 🙂

Dopo il lauto aperitivo, da buoni ‘milanesi’, abbiamo pensato di saltare il pranzo e di dirigerci subito in qualche store alla ricerca del regalo perfetto per il compleanno di Ro’.

Dopo un’ora e mezza ero stanca come se avessi cercato per giorni e vuota di idee come se non avessi nemmeno passato un minuto a pensarci. Mi sono dovuta sedere e pensare a cosa, cosa potrebbe servirle, cosa potrebbe piacerle, cosa realmente utilizzerebbe. Non è servito a nulla, ed è a quel punto che sono andata di pancia…

Mi sono diretta da ‘Maison du Monde’ e ho dato libero sfogo alla mia fantasia e, oltre ad aver risparmiato almeno 250 euro in cose che avrei volentieri comprato per me stessa, ho trovato un pensierino modesto, nulla di geniale, ma molto simpatico e in uno stile che mi piace molto.

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Così, Maison du Monde presenta una collezione decisamente fiorita, ricca di cotone americano che tende soprattutto ad utilizzare colori tenui su tinte di bianco, grigio e beige in totale sintonia con un perfetto stile shabby. Per gli interessati sappiate che i prezzi sono buoni e le idee molte.

Dopo un lungo pisolo la mamma è salita in camera e ci ha mostrato alcuni dei lavoretti ha fatto per darmi idee, suggerimenti, ma soprattutto nuova, bella e ‘recycled’ biancheria per la casa.

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Verso le 19.30 ci siamo fiondati all’aperitivo di Rossana a Tarcento, un paesino a nord di Udine. Alle 21 ci siamo ‘auto-sbattuti’ fuori dal locale per andare a cena. Barbe Blas, questo il nome del ristorante che ci aspettava, è a Forame di Attimis, a circa 136 metri s.lm., per cui mai ci saremmo aspettati…

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…di trovare 15 cm di neve lungo la strada in salita, tutta curve e tornanti spesso poco illuminata. Per cui siamo arrivati così:

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Però c’è da dire che è già tanto se siamo tutti arrivati e tutti rincasati. A cena abbiamo mangiato abbondanti vassoi di affettati della zona e il frico, ovvero un piatto a base di patate e formaggio tipico della cucina friulana. Dell’ottimo frico insomma, accompagnato da vino rosso della casa e seguito da un’ottima crostata di frutta fatta da Ra’, sorella di Ro’.

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La tarda ora e la neve incessante ci hanno spinti subito a valle dove, a suon di cocktail e ca*§ate, abbiamo finito di festeggiare Rò!

La domenica è stato un bellissimo giorno di pigrizia, tra un pranzetto in famiglia e i tentativi di tutti di guardare un film sul divano senza addormentarci (inutile dire che il mio tentativo è stato, come sempre, vanissimo). Ripartire per Milano è stato in vero trauma. Treno e via….5 ore verso casa.

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Ho raccolto…

Questi ultimi giorni posso dire di aver raccolto tanto, anche se oggi sento un po’ il retrogusto della delusione. Quel senso di tristezza non protagonista, come quando fuori c’è il sole ma poi vedi un carro funebre e osservando le persone al seguito ne percepisci l’amarezza. Per fortuna in questo blog di certe cose non si parla.

Questo blog è la nostra terrazza sul verde, sul mare. Che ci sia il sole o la nebbia….non riusciamo a vedere la fine. Forse non c’è. Non voglio ci sia 🙂

Giovedì mattina sotto numerosi e pesanti fiocchi di neve sono andata a spedire alcuni dei miei lavoretti in giro per il mondo. Questa volta non sono riuscita a fotografarmi perché gli scatoloni erano 3 ed erano anche grandini, gli armadietti sono 30×32 + imballaggio, quindi non avevo le mani libere e anche fossi riuscita a fotografarmi avreste visto solo le mie ‘gambine’. Insomma, immaginate pure una bufera di neve, il grigiore della città, tre pacchi color giallo Poste Italiane e una testolina che spuntava da dietro, per cercare di non travolgere i passanti.

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E’ andata bene per la strada, bene in posta (sì lo so che si dice alle Poste), bene dal dottore, bene in treno e bene benissimo nella campagna Trevigiana. Che belle cosine che ho visto. Alle 16 ero a bordo della macchina del papi e siamo andati verso casa, che goduria.

Torno a casa veramente poco, prevalentemente durante le feste di Natale/Pasqua/ferie estive. Ormai sono ufficiosamente residente e ‘cittadina’ di Milano. Da quando lavoro, le 4.30/5 ore che mi separano da casa (di solo viaggio di andata, poi si replica al ritorno) mi impediscono di tornare nella spensierata campagna, dove ho passato la mia adolescenza. Ogni tanto però ci sono occasioni immancabili, come il compleanno della tua migliore amica oppure l’anniversario di matrimonio dei miei che papà ha organizzato a insaputa della mamma.

Dopo un venerdì passato con mamma all’insegna dello shopping-risparmioso del DIY (Do it yourself, l’equivalente del ‘fai da te’ in inglese) e del ‘fare di tutto per non farle capire che la cena di quella sera sarebbe stata dedicata a lei e che ci saremmo stati anche noi, a sorpresa’, ho recuperato l’inquilino segreto e siamo andati a nasconderci dietro a un mega mazzo di 50 rose al ristorante.

La mamma, dalla sorpresa, non ci aveva nemmeno riconosciuti…né tanto meno aveva capito che stessimo festeggiando lei, il papà e la loro unione. Con gran ritmo ci sono stati serviti, uno a uno, i piatti segreti scrupolosamente scelti da Aldo Morassutti e dallo Chef Roberto: caciotta con mostarda di pere, foie gras d’anatra (C. non ti arrabbiare!), asparagi con julienne d’uovo, minestra di misticanza (non riuscirei a trovare le parole per descrivervi l’esclusività di questo piatto, ma è stato il migliore in assoluto), sorbetto di zenzero per spezzare, filetto con crosta di midollo et…dulcis in fundo sfoglia di crema e fragole. Ogni portata è stata accompagnata da un vino perfettamente abbinato: dallo Champagne del brindisi iniziale al Moscato che ci ha portati al caffè. La mamma è stata felicissima, a tratti incredula, spesso intrattenuta dagli omaggi degli altri ospiti o dalle piccole sorpresine che le avevamo riservato.

Nonostante la lauta cena, il risveglio del sabato è stato light. Verso le 11 siamo andati a fare un giretto in centro a Udine dove abbiamo avuto la fortuna di scoprire un angolo di città molto particolare, di recente restaurato e investito di una nuova anima. Lo Spazio Querini (qui il link alla pagina Facebook, meglio realizzata) infatti nasconde una grande storia, fino a poco fa nascosta e da poco ‘ritrovata’. Fabio Gatto, direttore artistico del negozio, ci spiega come passo dopo passo ha scavato nel passato per ritrovare la storia di questo negozio, per valorizzarne la sua personalità e per poter arrivare a un giorno, e questo giorno è oggi, per dare alla cittadina friulana, un posto ricco, un atelier, un concept store aperto, un posto di arte e innovazione culturale. Purtroppo spesso l’innovazione fatica ad inserirsi all’interno della società, subisce rallentamenti, trova ostacoli, resistenze, ma, voglio ben sperare, se chi ci crede non demorde, trovera’ il modo di entrare in sintonia con l’altro finendo con un esplosione culturale che in Italia pochi posti, posti come Corso Como 10, raccontano.

L’ho ringraziato per aver cercato di portare tutto questo nella mia vecchia città, nella nostra Italia. Mi ha ricordato il quartiere più bello di New York, il Meatpacking district, il vero connubio tra passato e innovazione, quello che dovrebbe esserci in tutte le cose, quell’andare indietro, per poter poi andare avanti…

Ecco alcune foto del concept store fatte da me, nel mio tour di sabato:

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E cosi si e’ fatta ora di pranzo, che in Friuli si traduce in aperitivo e pranzo, cosi’ decidiamo di andare a bere un taglio nella tradizionale Locada al Cappello. Il ‘taglio’ e’ il modo per chiamare un bicchiere di vino da degustare velocemente, al banco, per fare die chiacchiere mangiucchiare qualche stuzzichino. Nulla a che vedere con l’happy hour milanese.

Il post si e’ fatto lungo e vi voglio raccontare ancora molte cose, quindi ne approfitto di questo ‘taglio’ raccontato e fotografato per fare un break.

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