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22.9.2017, 22:02, AUTUNNO

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L’equinozio d’autunno è stato ieri, 22 settembre, alle 22.02. L’equinozio è il momento preciso in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra. Dire che l’equinozio sia un giorno intero è quindi scorretto, perché è solo l’istante preciso in cui si verifica un fenomeno astronomico. Quell’istante è anche il momento esatto in cui termina l’estate e inizia l’autunno ed è uno dei due soli giorni all’anno, l’altro quello dell’equinozio di primavera, in cui il dì ha la stessa durata della notte (anche se poi non è esattamente così a causa di alcune interazioni della luce con l’atmosfera terrestre).

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Una merenda accogliente… per il nostro autunno.

Quante persone in questi giorni si sentono fiacche, pigre e assonnate!? Solo voglia di pisolare, stare sul divano e mangiare cose calde?

Tutto normale, è arrivato l’autunno, con pioggia, umido, prime foglie a terra e voglia di rintanarsi tra i piumini e sotto le coperte! Pensavate che il vostro corpo potesse passare indenne dai 40 gradi ai 15 senza dire la sua?

Sarebbe stato anormale il contrario, e io oggi ho deciso di coccolarmi così:

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Fall. Autumn. Herbst. Automne.

È arrivato l’autunno, quello vero. Il giacchino senza sciarpa non basta più. Stamattina, anche in metropolitana, avevo freddo.

Qualcuno una volta deve avermi detto che non si iniziano le frasi con ‘è’. Dev’essere stata qualche maestra. Io ovviamente le inzio così lo stesso. È così che faccio quando mi sento un po’ ‘contro tutto e tutti’, quando ho la vaga sensazione di essere terribilmente fuori posto…assecondo piccoli momenti di ribellione.

Il weekend è volato tra pulizie, cambio degli armadi, bambini, zucche, lettura, cinema…

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Sto leggendo e sto quasi per terminare ‘Il bar delle grandi speranze’ di J.R. Moehringer. Come forse già saprete, odio i riassunti e le recensioni. I libri sono la cosa più personale che esista al mondo. Comunque mi piace. C’è un ragazzo e la sua storia tra gli stati dell’Arizona e di New York, tra un ‘baraccio’ di provincia e i giardini di Yale, tra una mamma lontana e una donna sfuggevole. Lui da grande vuole scrivere. Direi che ci sono tutti gli argomenti che cerco di solito in un romanzo e infatti lo sto divorando.

Tra l’altro J.R. Moehringer è colui che ha aiutato Andre Agassi a scrivere ‘Open’, quella che credo essere la biografia più letta di tutti i tempi. Insomma, uno che le storie un po’ le sa raccontare.

Poi, e poi ho cucinato. Quasi come ogni weekend! Ho fatto i canederli allo speck e una buona torta…di cui mi tocca darvi la ricetta, visto che qualche amica me l’ha già chiesta.

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TORTA DI CAROTE & MANDORLE:

300 grammi di carote finemente grattuggggggiate 😛

60 gr di mandorle tritate

3 uova

1 bustina di lievito

1 bustina di vanillina

scorza di limone grattuggiata

180 gr di zucchero di canna

150 gr di farina 00

150 gr di farina integrale

90 gr di olio (di semi di girasole o di oliva)

zucchero a velo

Rompete le uova in una terrina e aggiungetevi lo zucchero; montate con la frusta fino a ottenere un composto spumoso e biancastro; potete anche montare il tutto con le fruste elettriche. In una capiente ciotola setacciate la farina con il lievito e la vanillina e unite anche le mandorle; unite le carote ben asciutte (dopo averle grattugiate mettetele a scolare). Mescolate il tutto con un cucchiaio e versate il composto montato di uova e l’olio e mescolate bene il tutto molto delicatamente per evitare che le uova si sgonfino.

Cospargete di olio la vostra teglia e infornate a 180° per 30 minuti, dopodiché abbassate a 170° e proseguite per altri 10 minuti. Verificate la cottura con la prova stecchino: il dolce sarà pronto quando estraendo lo stecchino questo risulterà ben asciutto.

Fate raffreddare nello stampo e poi trasferite su un piatto da portata e spolverate con zucchero a velo a piacere.

E mentre aspetto di immergere i miei stivali tra un migliaio di foglie secche umide in un bosco…

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Non serve scappare lontano

Ogni tanto vai come un treno, senti che nessuno potrebbe fermarti, vedi cose che nessuno vede nei posti in cui passi ogni giorno e nei posti in cui tu stesso, ogni giorno, non hai mai notato nulla. Amo sempre il paragone con Limitless, in questi giorni è così, senza aver assunto nessuna pillola.

Certo, non è solo la primavera, ma di sicuro tutto quel verde che ti circonda non può che farti bene. Dormi con la faccia spiaccicata sul finestrino del treno fregandotene dei microbi perché senti i raggi del sole che attraversano la tua pelle raggiungendo uno strato di te più vicino al tuo cuore, il che spiega l’immediata sensazione di benessere.

Divori uno dei romanzi candidati al Premio Strega 2013 in poche ore, grazie e in bocca al lupo Paolo Cognetti, un gran bell’andare con il tuo libro tra le mani. Aspetto il nuovo, ‘Il ragazzo selvatico’. Mi incuriosisce molto e credo sia facile capirne il motivo.

Ho attraversato un quarto d’Italia in treno, 4 ore e cinque minuti all’andata e 4 ore e venti al ritorno. Tutto per stare vicino a una persona importante, in un suo particolare momento difficile.

Il sole ha alleggerito la giornata, l’ha resa piacevole in alcuni momenti, quella in cui un pezzo di famiglia si guarda negli occhi, si racconta, i figli sentono storie nuove, i più anziani ricordano e sorridono davanti a un bicchiere di limonata Tassoni.

Strassoldo è un piccolo paese in provincia di Udine che racchiude un borgo storico di rara bellezza, soprattutto in un soleggiato e silenzioso mercoledì di fine aprile.

Non era opportuno che portassi la mia nuova reflex, per cui ho cercato qualcosa sul web, e ho aggiunto qualcosa di mio: scatti rubati a caso dal mio iPhone.

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Castello di Strassoldo

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Ho apprezzato il silenzio delle ore calde del primo pomeriggio, ma questo posto lo conoscevo già. In zona Palmanova/Udine, Strassoldo, è famoso per il ‘FESTIVAL DI PRIMAVERA’ e il ‘FESTIVAL D’AUTUNNO‘. In Primavera: Fiori, Acque e Castelli” e “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli” eventi che si tengono rispettivamente nei weekend delle Palme e nel penultimo weekend di ottobre.

Si riempie di piccoli stand dedicati all’handmade, all’artigianato, al vintage, alle piante…è un’occasione imperdibile per gli abitanti della zona. Il borgo si anima e c’è tantissima gente e ovviamente non manca l’occasione per assaggiare la cucina tipica friulana. Un buon ‘taglio’ di rosso e una fetta di ‘frico’ e salame sono imperdibili.

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