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“Guardami”, il progetto di riqualificazione del cavalcavia Bussa.

Ricorda un po’ la Highline di New York, ammettiamolo, però, detto questo… copiare non è sempre un male. Soprattutto se ciò a cui ci si ispira, anche troppo liberamente, è uno dei maggiori capolavori dell’architettura contemporanea.

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Pause, that’s all we need.

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È quasi inutile ripetere che più le cose sono inaspettate e più riescono a sorprenderci, soprattutto se di materia per sorprenderci ce n’è molta.

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Gli ingredienti sono semplici, ma, come tutte le cose semplici, se sono di qualità, fanno tutta la differenza del mondo.

Due socie con molta voglia di fare, una passione per i viaggi esotici e un background nel mondo della moda e del design hanno reso un piccolo locale nel centro di Buenos Aires un piccolo angolo di pace un po’ swing, un po’ shabby.

Pause infatti, con una innata maestria,  sposa diversi generi tra cui il semplice fatto che si tratti di un bar, ma al contempo di un negozio. Ed è proprio mentre assaporate il vostro cappuccino di soia o la torta al rabarbaro, che entra il fruttivendolo e consegna al banco la frutta fresca, la vicina di tavolo rimprovera il cane che abbaia e una giovane ragazza prova qualche abito vintage recuperato dalle socie nell’ultimo viaggio in Tailandia.

Ricercatezza nei dettagli, un pizzico di originalità, la voglia di esporre artisti e artigiani italiani, una spolverata di internazionalità e il dessert è pronto.

Il resto? Beh, ve lo dice il nome stesso.

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Pause

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www.pausemilano.com
Facebook: Pause
Via Federico Ozanam 7
20129 Milano
Tel 02 39518151

Aperto: lun e sab 8 – 21; mar – ven 8 – 22

 

Foto: Francesco Caruso

 

Il lavoro che vorrei.

hony2Brandon Stanton ha parlato con 10.000 stranieri e condiviso le loro storie con milioni di persone in tutto il Internet: Brandon ha perso tempo e non ha esitato a seguire un’idea e trasformarla in qualcosa di significativo:  Humans of New York.

Da novembre 2010 Stanton ha fotografato newyorkesi non in giro per la città sviluppando una delle comunità online più grandi al mondo. Humans of New York (HONY) ha quasi 1,5 milioni di fan su Facebook, più di 33.000 seguaci su Twitter e riceve regolarmente diverse migliaia di note per ogni post Tumblr.

Io adorerei passare le giornate così, tra gente e città: immersa nella storia di oggi.

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Facciamola sembrare architettura spontanea.

Oggi stavo leggendo alcune righe in merito ad alcuni progetti di riqualificazione urbana. I geni del momento sono assolutamente Howard+Roberts che si occupano di sfornare città alternative ‘partendo dal basso’.

Il progetto è ora tema della 13esima Biennale di Architettura di Venezia ‘Spontaneous Inventions:Design Actions for the Common Good’ all’interno del Padiglione degli Stati Uniti.

Insomma, niente più che una forma di guerriglia per ricostruire queste aree. Urban scrive:

‘Roba del tipo: “scegli un posto, crea una squadra, occupa negozi vuoti, costruisci ritrovi Pop-Up, pompa le tracce del tuo iPod, dai alla gente un motivo per restare (cibo, libri, scacchi), coinvolgi un artista, un designer, un architetto…”

Qualche volontario per lanciare tutto questo a Milano?

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