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To be or not to be (hipster)?!? Mortdecai a cavallo tra dandysmo e mode di oggi.

Le diatribe su baffi e barba di moda o già out ai giorni nostri e praticamente irrisolvibile, ci si barcamena tra hipster, nuovi hipster e new normal… o chi li snobba, pur assorbendone comunque le sembianze.

Mortdecai Johnny Depp Continua a leggere “To be or not to be (hipster)?!? Mortdecai a cavallo tra dandysmo e mode di oggi.”

Come vivono i creativi

È difficile non averne sentito parlare negli ultimi anni, soprattutto se vi piacciono queste cose qui, a metà tra realtà e creatività.

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Todd Selby è un fotografo, illustratore e blogger.

Lo conosciamo grazie a ” The Selby Is In Your Place“: colourful portraits di creativi ritratti tra le mura delle loro case: autori, musicisti, artisti e designers. “The Edible Selby” è il suo secondo libro, la versione food del suo modo di vedere il mondo: cucine, giardini, case e e ristoranti delle figure più dinamiche del mondo culinario.

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La scorsa settimana è uscito il suo terzo libro, l’edizione legata al mondo della moda: The Fashionable Selby: un’autentica esplorazione del caleidoscopico mondo della moda, comprendente i “profili” degli stilisti, modelle e designer più interessanti di questo mondo.

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Ora provo a entrare nel merito dei suoi progetti per raccontarvi come mai vi racconto di lui.

Il progetto “The Selby” offre il suo punto di vista personale su personalità creative, sulle loro passioni e i loro spazi, il tutto con una grande attenzione al dettaglio.

Il progetto è iniziato a Giugno del 2008, quando Todd postava le foto che scattava a casa dei suoi amici all’interno del sito Theselby.com. Il sito ha subito raggiunto milioni di visualizzazioni da parte di utenti provenienti da tutto il mondo, soprattutto da persone che volevano che le proprie abitazioni potessero entrare a far parte del sito.

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Così il sito è diventato subito popolare, con più di 100.000 visitatori unici al giorno, fino a quando anche le più grandi aziende mondiali hanno iniziato a chiedere la sua collaborazione. Stiamo parlando di Louis Vuitton, American Express, FENDI, Nike, Microsoft, Sony, Airbnb, Hennessy, Ikea, eBay, Heineken e anche un “solo show and pop up shop” a Colette.

Todd ha anche inziato a scrivere la sua “colonnina” su alcuni famosi quotidiani e riviste: The Observer Magazine, Le Monde’s M Magazine e collabora spesso con Vogue, Architectural Digest France, Casa Brutus Japan e New York Times T Magazine.

 

 

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Todd Selby

Prima di lavorare a tempo pieno su questo progetto Todd lavorava come traduttore, guida a Tijuana, ricercatore nella California strawberry industry, cartografo in Costa Rica, consulente sulla corruzione politica per un sentatore messicano e art director per una Venture Capital Company, venditore di fiori esotici, designer per uno stilista giapponese e “vermicomposting entrepreneur” che sinceramente non saprei come tradurre.

Una vera forza della natura!

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Todd adesso vive a New York.

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Mathias, un piano man in giro per il mondo.

Sono poche le volte in cui trovo storie che mi ispirano e che soprattutto mi fanno venire più voglia di aprire gli occhi e riprendere in mano passioni e sogni.

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Mathias ha iniziato a suonare il pianoforte “open-air” nel dicembre 2009, dopo aver terminato i suoi studi e aver viaggiato attraverso le Filippine, l’Indonesia, l’Australia e in Nuova Zelanda.

“Odiavo lavare i piatti e i posti in cui ho lavorato. Ho dovuto scavare  tra le mie passioni per sentirmi vivere e far sì che questa vita valesse la pensa di essere vissuta.”

Così un giorno Mathias ha recuperato un vecchio pianoforte polveroso da un centro di riciclaggio… è lo stesso piano forte con cui lo vediamo ritratto negli scatti di oggi.

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Una scelta di vita che lo ha portati a lasciare il lavoro e cominciare a suonare ogni giorno nel seminterrato della casa in cui alloggiava.

Non molto denaro, ma tanta libertà. Tanto tempo per seguire i propri sogni, fare le cose che si amano, che “sono le cose che veramente contano”.

I suoi sogni?

Suonare il piano, camminare in montagna e crescere e coltivare il proprio cibo.

Su questa storia Mathias ha anche scritto un libro, anche se è tuttora inedito, per sua timidezza.

Vi lascio così… con la sua visione della vita:

“Al momento – e so che per me cambia – la vita non ha significato se non quello che decidi di darle. E i significati vanno e vengono. In questo arco di tempo ristretto che abbiamo a disposizione, penso che dovremmo fare ciò che ci fa stare bene e seguire questo principio. Alcune persone lo chiamano “seguire il tuo cuore”, io credo che sia un buon principio su cui concentrarsi. Rende la vita più genuina, perché tu diventi più genuino nei confronti di te stesso e degli altri. Altrimenti, non penso che la vita in sé abbia significato. E’ piuttosto una tela di esperienze che attende che tu le dia un significato, oppure che tu non lo faccia. Ma anche senza dare significato alla vita glielo stai, in qualche modo, dando. Quindi dare un significato consapevolmente aiuta, illumina il cammino che stai intraprendendo. O almeno così la penso io… E tu?”

Il tempo è denaro. Soprattutto da Ziberblat.

Un nuovo locale, nato dall’idea di un imprenditore russo. È sufficiente accomodarsi, usufruire di qualunque servizio offerto, cibo e bevande incluse… e si può addirittura utilizzare la cucina per prepararsi uno snack al momento, in modo totalmente “indipendente” e personalizzato.ziff

Si chiama Ziferblat (termine russo che significa “orologio”), ha aperto da poco ed è il locale più innovativo di Londra. È un bar, anche se definirlo così è riduttivo, dove tutto è gratuito tranne il tempo che vi trascorri. Il cliente paga 3 penny al minuto: un’ora costerebbe 1.80 sterline (2.18 euro circa).

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L’ideatore del business è Ivan Mitin, che ha lanciato il primo Ziferblat nel suo Paese come risposta all’esigenze sua e di alcuni amici e colleghi di trovare un posto dove poter passare le ore a organizzare il lavoro, senza essere infastiditi dalle occhiatacce dei camerieri che aspettavano un’altra ordinazione o che il tavolo venisse liberato.

Ed è così che lui e i suoi amici decidono di affittare uno spazio e aprirlo alla gente:

“Nei nostri caffè ognuno può fare quelle che vuole: suonare un pianoforte, scrivere un libro, dialogare con amici, prepararsi un drink. C’è pure chi lava i piatti. Proprio come se stesse a casa sua.”

Dal mio punto di vista personale, oltre alla nuova dinamica di prezzo e alla libertà che il locale offre ai propri clienti, c’è un altro elemento da segnalare, ovvero il buon gusto nella scelta di un arredamento tipico che si ispira un po’ al decadentismo russo, con la giusta dose di hipsterismo.

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L’iniziativa piace molto anche ai londinesi e Ivan Mitin sogna in grande. Prossima apertura prevista: San Francisco.

INFO: http://ziferblat.net/en/

È ora di ‘insegnarvi’ gli hipster.

Sì, è giunto il momento e sento che devo essere io, a farlo. Non perché io sia o mi ritenga hipster, ma perché molti colleghi mi accusano di esserlo. Probabilmente ignari del vero significato di questa parola…spero così di illuminarli e di riuscire a fuggire alle loro prossime ‘accuse’.

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Quello che molti non sanno è che Hipster è un neologismo nato negli anni quaranta negli Stati Uniti per descrivere gli appassionati di jazz e in particolare di bebop. Si trattava in genere di ragazzi bianchi della classe media, che emulavano lo stile di vita dei jazzisti afroamericani.

Ora è cambiato tutto: il termine è stato riattualizzato negli anni novanta e duemila, per riferirsi ai giovani di classe medio-alta, istruiti e abitanti dei grandi centri urbani, che si interessano a tutto ciò che non è considerato mainstream, in un modo un po’ forzato e artificiale.

L’hipster postmoderno si professa ottimo conoscitore della lingua inglese e ama appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti, ammantandosi di un caratteristico stile rétro. Si serve in negozi di abiti usati, mangia preferibilmente cibo da agricoltura biologica, meglio se coltivato localmente, è vegetariano o vegano, preferisce bere birra locale (o prodotta in proprio) e ama le biciclette a scatto fisso, che spesso sono ľunico mezzo di trasporto. Spesso lavora nel mondo dell’arte, della musica e della moda, rifiuta i canoni estetici della cultura statunitense, è decorato da numerosi tatuaggi e barba e baffi sono una must sia per uomini che per donne, che non si fanno mancare collanine e accessori con la moustache:

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Tuttavia il termine hipster ha assunto in questo periodo un’accezione generalmente dispregiativa, per indicare persone che ostentano atteggiamenti pseudo-alternativi per classificarsi come diversi, elitari e ‘pieni di contenuto’… anche nelle cose semplici quotidiane.

Alcuni scatti aiuteranno a farvi un’idea…

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Detto questo sento di poter affermare che IO NON RIENTRO IN QUESTA CATEGORIA….anche se posso ammettere che ogni tanto il mio abbigliamento o le mie scelte su Pinterest possano dare questa impressione!

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Una domenica di pulci.

E che pulci!!!


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20130516-103523.jpgDomenica sveglia alle 8, con gran fatica, borsa ikea in spalla e via verso Porta Genova verso quella che lentamente stava diventando la mia prima esperienza a un mercatino.

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Non vi ammorberò con i dettagli sulla mia giornata dicendovi quanto ho venduto (una borsa), cosa ho fatto durante il giorno (bevuto birra e chiacchierato) e quanto sia stato stancante (mi sto riprendendo oggi)…cercherò solo di presentarvi questo fantastico evento che ha portato me e tutti coloro che vi hanno partecipato in una realtà diverso, perlopiù simile a Venice beach.

Chi mi segue da un pò sa benissimo cosa e quanto questa affermazione significhi per me.

Armi e bagagli: siete i BENVENUTI al CIRCO DELLE PULCI, edition Piscine Argelati/12 maggio 2013.

(Video casalingo, ma imperdibile, meglio di qualunque parola per descrivere l’evento):

Insomma, un evento di una bizzarria TRAVOLGENTE.

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Cacciagrossa di Susanna Marabini

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Grazie ancora a Antonella T. per avermi invitata a partecipare, per avermi supportata e sopportata e per continuare ad aiutarmi in questa mia impresa!

Per tutti i milanesi e leccesi ecco le date del prossimo Circo:

1 e 2 GIUGNO – CIRCO DELLE PULCI al Festival NEVERLAND art & music – Porto Cesareo – Lecce (http://www.facebook.com/neverlandartmusicfestival?ref=ts&fref=ts) Costo di partecipazione 30 euro al giorno. Prenotazioni aperte a partire dai primi di Maggio

16 GIUGNO – CIRCO DELLE PULCI – Galleria d’Arte Garage – via Maiocchi Milano.

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Grazie anche a Vanessa x alcune delle foto, sempre le più carine.

PS: in realtà anche io ne ho qualcuna carina, ma per il momento sono ancora sulla schedina della macchina :(. Laziness.

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