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Happy week!

Che weekend di scoperte!

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Buon weeken… e buona inspirazione.

Almost a green light to kick-off the weekend.Screen shot 2014-03-07 at 6.16.50 PM

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Foto Skate

Fall. Autumn. Herbst. Automne.

È arrivato l’autunno, quello vero. Il giacchino senza sciarpa non basta più. Stamattina, anche in metropolitana, avevo freddo.

Qualcuno una volta deve avermi detto che non si iniziano le frasi con ‘è’. Dev’essere stata qualche maestra. Io ovviamente le inzio così lo stesso. È così che faccio quando mi sento un po’ ‘contro tutto e tutti’, quando ho la vaga sensazione di essere terribilmente fuori posto…assecondo piccoli momenti di ribellione.

Il weekend è volato tra pulizie, cambio degli armadi, bambini, zucche, lettura, cinema…

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Sto leggendo e sto quasi per terminare ‘Il bar delle grandi speranze’ di J.R. Moehringer. Come forse già saprete, odio i riassunti e le recensioni. I libri sono la cosa più personale che esista al mondo. Comunque mi piace. C’è un ragazzo e la sua storia tra gli stati dell’Arizona e di New York, tra un ‘baraccio’ di provincia e i giardini di Yale, tra una mamma lontana e una donna sfuggevole. Lui da grande vuole scrivere. Direi che ci sono tutti gli argomenti che cerco di solito in un romanzo e infatti lo sto divorando.

Tra l’altro J.R. Moehringer è colui che ha aiutato Andre Agassi a scrivere ‘Open’, quella che credo essere la biografia più letta di tutti i tempi. Insomma, uno che le storie un po’ le sa raccontare.

Poi, e poi ho cucinato. Quasi come ogni weekend! Ho fatto i canederli allo speck e una buona torta…di cui mi tocca darvi la ricetta, visto che qualche amica me l’ha già chiesta.

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TORTA DI CAROTE & MANDORLE:

300 grammi di carote finemente grattuggggggiate 😛

60 gr di mandorle tritate

3 uova

1 bustina di lievito

1 bustina di vanillina

scorza di limone grattuggiata

180 gr di zucchero di canna

150 gr di farina 00

150 gr di farina integrale

90 gr di olio (di semi di girasole o di oliva)

zucchero a velo

Rompete le uova in una terrina e aggiungetevi lo zucchero; montate con la frusta fino a ottenere un composto spumoso e biancastro; potete anche montare il tutto con le fruste elettriche. In una capiente ciotola setacciate la farina con il lievito e la vanillina e unite anche le mandorle; unite le carote ben asciutte (dopo averle grattugiate mettetele a scolare). Mescolate il tutto con un cucchiaio e versate il composto montato di uova e l’olio e mescolate bene il tutto molto delicatamente per evitare che le uova si sgonfino.

Cospargete di olio la vostra teglia e infornate a 180° per 30 minuti, dopodiché abbassate a 170° e proseguite per altri 10 minuti. Verificate la cottura con la prova stecchino: il dolce sarà pronto quando estraendo lo stecchino questo risulterà ben asciutto.

Fate raffreddare nello stampo e poi trasferite su un piatto da portata e spolverate con zucchero a velo a piacere.

E mentre aspetto di immergere i miei stivali tra un migliaio di foglie secche umide in un bosco…

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Io Orticola

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Alcune settimane fa Io Donna aveva offerto, alle proprie lettrici, la possibilità di iscriversi a una visita guidata attraverso le meraviglie di Orticola, la mostra e mercato di fiori e piante a Milano.

Sabato Mattina, ben poco puntuale, mi sono presentata all’appello, ma poco male visto che la guida si è dovuta soffermare con l’equipe della Rai. Purtroppo devo subito fare un piccolo appunto alla scarsa organizzazione del team Io Donna che sin dalle prime fasi ha perso un pò di pezzi per strada (nessuna mail di conferma, orari e luogo di ritrovo solo su richiesta), fino ad aver raccolto solo 7 delle 15 persone iscritte, non avendo preparato un vero e proprio punto di ritrovo ‘IO’. Inoltre mi sarei aspettata quantomeno un pack-regalo con presente, ultimo numero della rivista, guida di Orticola e qualche gadget/brochure. Qualche operatore del settore ci ha detto che il venerdì c’erano delle magliette verdi…ma sabato, nemmeno l’ombra. Noi visitatrici siamo rimaste un pò deluse…

Meno male che poi la nostra guida, il preparatissimo e simpaticissimo Architetto Filippo Pizzoni, è riuscito a trascinarci attraverso le curiosità del verde, facendoci dimenticare tutti gli altri disguidi.

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Ci siamo divincolati tra installazioni da esterni, giardini di agrimi e diverse specie di piante, lavande, salvie medicali e non scoprendo segreti del settore di cui, personalmente, nemmeno immaginavo l’esistenza.

Garofani, rose cinesi, inglesi e italiane, gelsomino, papaveri e almeno un altro migliaio di specie di cui non ricordo il nome, ma ricordo la storia, che è quasi tutto. Come sempre.

Un’oretta dopo sono dovuta correre via, ma non senza portarmi via un basilico greco, una menta piperita (peppermint), dell’erba cipollina e un fiore bianco molto raffinato di cui ricordo trattamento e cure consigliate, ma non il nome…ne la storia.

Che disastro.

Ah, quasi dimenticavo. Per tutti gli appassionati di giardino, ma molto digitali. L’ho detto anche durante la visita, non perdetevi questo nuovo social network di condivisione segreti da giardino…in terrazza o al lago, in città o al mare: cosa fare con quella e questa pianta?

GROW THE PLANET

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Happy Saturday!

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Il mio nome è Singer, Isaac Merrit Singer.

Un dramma.

Ho iniziato a cucire un pomeriggio di un mese fa, non l’avessi mai fatto…è così divertente, appagante, ‘fulfilling’ come si dice in inglese….riempiente.

Insomma ieri mi sono messa a lavoro con ‘Nanna’, la versione vestita di ‘Pruttino‘. Come spiego nel mio negozietto online…Pruttino si chiama così perchè è un pò brutto e a me sono sempre piaciute le cose un pò brutte, bruttine appunto. Poi lo ha visto mia cognata, in dolce attesa e ha detto ‘ma quello è nanna, me ne devi fare uno!’.

‘Nanna, cos’è Nanna?!?’

Mi ha spiegato che è un piccolo ‘pupazzetto’ che dorme con la coppia, prima dell’arrivo del neonato, in modo che possa assorbire il loro profumo e la loro essenza…fino a diventare una presenza costante nella culla del vostro piccolo.

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Tanto per cambiare ho divagato, perchè quello che volevo dire è che ieri ho iniziato a ritagliare il carta modello di Nanna alle 14.07 e ho chiuso l’ultimo punto del perimetro dell’orsetto alle 16.44. Alle 17.20 avevo terminato gli occhi e le labbra e prima di mettermi a fare l’abitino ho deciso che era giunto il momento di andare a comprare la macchina da cucire.

Sciarpa e cappotto e via da Euronics con l’anda e l’entusiasmo che solo un ghiotto bimbo in un negozio di caramelle può avere. Ho percorso corso Buenos Aires, ho sceso le scale del negozio, ma della macchina da cucire nemmeno l’ombra.

Sogno infranto. ‘Meglio così!’, ho pensato sorridendo, ‘Ora avrò tutto il tempo per fare un acquisto ponderato!’.

Meglio un corno!!!

Sono ore che certo di capire e individuare le differenze tra una macchina da cucire e un’altra, senza capirne un tubo…e come se non bastasse mio fratello si è messo in testa di farmi lavorare la pelle.

Crisi. Nessuno di voi sa dirmi qual è la differenza tra una macchina elettrica e una macchina meccanica (a parte l’intuizione basic dovuta alla terminologia)?

Ed è meglio avere 6 distantze o 18?

6 tipi di punti o 24?

No, perchè poi dovrò metterci questo e quello, cucire su pelle, su jeans e/o su cartoncino, bla bla… Cose solo che gli intenditori possono sapere e io mai e poi mai avrei pensato che mi sarei trovata di fronte a un acquisto tanto complesso!

 

Che ne dite?

Qui trovate il link al sito della Singer, oggi verso le 18 andrò a fare un giro nello storico monomarca milanese sperando di trovare un’anziana signora, con i piedi appoggiati alla pedana che mentre cuce mi spiega tecniche e segreti di questo antico mestiere… e di conseguenza, quale sia la macchina migliore per me.

singer

aaaccc

Nel frattempo a consigliarmi dovrete essere voi!

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