Ricordo di essere stata seduta du questa stessa panchina del tram in via Cesare Correnti poco piu’ di un anno e mezzo fa.

Lo sguardo perso nel vuoto e la voce di Lara che mi presentava i dettagli della borsa di studio.

Mi parlarono per la prima volta di California, mentre io speravo ancora nella East coast. Pensavo che non sarebbe stato il posto giusto per me, ma che infondo era la California e non sarebbe potuta essere cosi’ male.

Fino al giorno in cui misi piede a Riverside, e credetemi non fu un bel giorno, non credetti di essere riuscita nella realizzazione del mio sogno americano.
Ma tra i 40 gradi e la desolazione di quella cittadina, io ancora mantenevo intatte la voglia e la motivazione di mettermi in gioco dall’altra parte del mondo. Da sola.

E l’ho fatto.

Quello che non credevo e’ che un anno dopo sarei tornata al nido, dove tutto e’ molto piu’ facile. Non piu’ facile in assoluto, ma piu’ facile per chi ci e’ nato e cresciuto.

Ed e’ ancora piu’ facile dopo aver passato un anno cosi’.

Non credo riusciro’ mai a spiegare a nessuno cos’e’ stato quest anno per me e per la mia vita.

Non escludo affatto l’idea di ripartire un giorno per un’altra meta, ma non ditelo a nessuno.

Ai miei si rizzerebbero i capelli(quei pochi che gli sono rimasti).

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