questo è uno di quei momenti in cui mi rendo conto che non sarò mai la scrittrice che mi piacerebbe essere.

La stanza in cui mi ritrovo ha la moquette, so che a molti non piace, ma è una delle poche cose che rende questo ambiente un po’ più accogliente. In più vi sono quattro enormi finestre che danno sul giardino esterno. Io ho deciso di ascoltare questa canzone e mi sono appoggiata il giaccone sulle gambe. Mentre sorseggio un tè austriaco vaniglia lampone penso che è davvero una bella giornata e che mi sto coccolando. Il vociare degli operai in corridoio mi rilassa, battono chiodi e mi fanno sentire a casa.

Ogni pallino di neve che si appoggia sui fili d’erba mi rilassa e mi fa sperare che continui così per due tre giorni. Tre giorni per distendersi a casa, spegnere tutto e mangiare la neve, stare con gli amici, cucinare, parlare di ricordi, guardare film, leggere libri, fare cose… Se solo potessi correre nel bel mezzo del giardino per girare su me stessa e guardare in alto i fiocchi che lentamente cadono e si trasformano in un manto uniforme, regolare, silenzioso, quieto.

Sono felice anche perchè è stato un weekend bellissimo.

Venerdì mi sono fiondata dalla mia macchina da cucire, a cui dobbiamo dare un nome, e ho iniziato a fare la custodia per il Kobo, il mio e-reader (per gli amici Kobino). Dopo un paio di ore di lavoro mi sono docciata e sono uscita. Sabato mattina mi sono svegliata presto e sono andata a fare colazione in un posto vicino casa consigliatomi da The breakfast review.

Ora, non vorrei sembrarvi esagerata, ma mi stavo commuovendo… mi sono sentita abbracciata, coccolata, da quelle quattro mura che contengono niente di più che un piccolo bar e tante piccole cose che lo rendono un pò gioco, un pò relax, …

Quando siamo entrati il ragazzo al banco stava scrivendo sulla lavagna i piatti del giorno. Abbiamo chiesto se ci fosse il latte di soia e i cereali e lui ha saputo subito esaudire i nostri desideri…e come se non bastasse c’era anche una squisita torta di arancio vegana…

Eccovi alcune fotine…il book-sharing, i pastelli per i bimbi, riviste e quotidiani, c’è anche il wifi (quello sconosciuto a Milano), pomeriggi per imparare a lavorare la lana e prima di andarme mi hanno anche regalato un dolcetto fatto con i cereali. Vedere ultima foto 🙂 gnam gnam!!!

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Il locale si chiama Good Morgan ed è in via Plinio, 37, fermata MM Lima.  Assolutamente da provare!

La mattinata è proseguita al mercato dove ho cercato invano una vestaglia (non per me :-P), ma ho trovato un sacco di scampoli bellissimi a 1 euro a pezzo!

Dopo pranzo sono andata a casa dove mi sono messa a imbastire una gonna, sì, avete capito bene, appena metto piede in casa mi fiondo a cucire 🙂

Alle 17 mi sono interrotta per fare delle commissioni e cercare un po’ di riviste kids o arredamento per farmi venire qualche bella idea…ne ho sfogliate un paio, prevalentemente francesi, e ho visto delle cose bellissimissime! Poi ho comprato un libro che mi sta già piacendo e che sicuramente è molto interessante: ‘L’infanzia non è un gioco’ di Stefano Benzoni...ve ne parlerò non appena leggo un pò più delle prime 30 pagine che ho divorato tra ieri sera e stamane in metro!

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Tornata a casa mi sono messa a riordinare casa, la stavo trascurando un pò troppo!

A cena siamo andati con un paio di amici al ‘Rita’, un carinissimo locale sul naviglio Grande (Milano), dove si mangiano deliziosi hamburger gourmet (15 euro) e si bevono ottimi cocktail preparati sul momento con frutta e verdura fresca! Yummy!

Domenica mattina ho avuto l’impressione che oltre alla mia casa stessi trascurando un pò anche qualcun altro…così sono sgattaiolata fuori dal letto per preparare una ‘Orange tart’, ovvero un piccolo dolcetto all’arancia:

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A pranzo ho fatto il brodo vegetale, alcuni piselli e un sugo di pesce….così per la settimana dovrei essere a posto. E poi, ovviamente, sono subito corsa dalla mia macchina da cucire a finire la gonnellina….e????

tadadadaaaaaaan:

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Finita la gonnellina mi sono subito messa a cucirne una per me! Che dipendenza 😛

Ho finito il pomeriggio con un allegro aperitivo, prima di andare a casa a gustare tutte le cosine che avevo preparato, a sfogliare i giornali, a chiacchierare con gli altri e a svenire a letto……

E oggi c’è la neve.

Abbiamo lasciato le impronte sulla neve, una traccia effimera del nostro passaggio,

ma infondo cos’è la vita se non un’impronta effimera sulla neve?

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